Tutti gli anni si rinnova l’appello da parte dei vegetariani convinti al resto della popolazione a non mangiare agnello il giorno di Pasqua. In realtà, a tale richiesta, si accodano anche tante persone, normalmente ”carnivore” che si inteneriscono però di fronte agli occhi dell’agnellino, mostrati in foto o alla televisione, e reputano difficile mangiarlo trovandoselo poi nel piatto come seconda portata. Anche in campo alimentare, come è facile capire da questi episodi, esiste dunque del razzismo, e se non crea problema alcuno cibarsi di polli e conigli allevati in batteria, per altre specie animali vige quasi un diritto di pietà che il gastronomo professionista difficilmente comprende. Ciò nonostante, l’occasione può diventare ghiotta nel proporre ricette inusuali ma adatte alla stagione. Fare un buon pranzo di Pasqua utilizzando le verdure è molto facile, e si può imbastire un menu ricco e variegato. Gli antipasti seguono quella che è l’ispirazione legata alla disponibilità di materie prime stagionali o di territorio: largo allora alle frittatine di verdure, agli sformatini fatti con spinaci o zucchine, o a una gustosa “pizza di Pasqua”, specialità umbra costituita da pasta lievitata, insaporita con pecorino grattugiato. Viene mangiata a mo’ di pane assieme a formaggi assortiti. Buono anche il rotolo ripieno di uova sode, mozzarella e verdure. Come primo, l’imbarazzo della scelta è evidente, considerando le alternative disponibili: gnocchetti di ricotta profumati al basilico saltati insieme agli asparagi, oppure ravioli ripieni di carciofi conditi con olio profumato alle erbette e pecorino, o una zuppetta di fagioli e peperoni al rosmarino, sono solo alcuni esempi golosi. E il secondo? Va bene la torta pasqualina, fatta a strati di pasta sottile e farcita con verdure, ricotta e uova, ma è indicata anche una “tiella” di patate, sorta di tegame di coccio che viene messo in forno con patate, pomodori, erbe aromatiche, o un grande classico come la parmigiana di melanzane o gli spiedini di provatura, fatti con la provola fresca. Per i dolci, si può seguire l’idea vegetariana, e preparare la torta di carote, servita con una crema allo zenzero, o un soufflé di melanzane e nocciole, accompagnato da una salsa di cioccolato profumata al peperoncino. Altrimenti, la colomba è sempre disponibile..il dolce, s’intende! Credits gineprofoodwine.it

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Un commento

  1. ottimi consigli, li ho già segnati.
    Ma – rubando per un attimo le parole al giornalista Lubrano – la domanda nasce spontanea: generalmente per fare un menù da dove si parte ?
    Voglio dire prima ancora – o a prescindere – dalla stagionalità c’è una organizzazione, una sorta di pianificazione che condiziona l’elaborazione di un menù ? Oppure parafrasando il motto anticattolico dei repubblicani, “libera fantasia in libera cucina” e, quindi, tutto è valido purchè sia buono ?

    Poi ci sarebbe l’altra domanda quella sulla parte esecutiva, tipo alimenti e bevande più versatili o, come dire, “i mai senza” in cucina… però ho già preso troppo spazio