C’era una volta un liquore tipico della costa amalfitana: il suo nome era limoncello. Veniva preparato con la cura che si conviene a tutte le  specialità artigianali : i limoni più belli  venivano scelti con cura, asportata con delicatezza la buccia (rigorosamente non trattata) per farla poi riposare nell’alcol, dove avrebbe ceduto tutta la sua carica aromatica. Intanto, mani sapienti elaboravano lo sciroppo, di zucchero e acqua pura, che avrebbe poi addolcito la golosa pozione. Il tempo avrebbe  fatto il resto, combinando alla perfezione  gli ingredienti, fino ad ottenere il prezioso nettare, a cui sarebbe stato dato il nome di limoncello. Per molti anni la storia si ripeteva senza suscitare pericolose infatuazioni. D’improvviso, quello che sembrava patrimonio di pochi, divenne un prodotto per tutti: individui senza scrupoli si impossessarono della ricetta, che fu poi rivenduta di nascosto, quasi fosse un segreto industriale. L’intera superficie della  penisola italica divenne il luogo ideale per confezionare misture di colore giallo lattiginoso, alle quali l’appellativo magico di “limoncello” schiudeva le porte di ogni casa. I freezer delle famiglie furono svuotati per far posto alla bottiglia di vetro opaco  che conteneva  quello che veniva considerato il nuovo nettare di Ambrosia. Non contenti dello sfacelo prodotto, arrivò  la  terribile  intuizione: l’aggiunta di crema di latte, che avrebbe in tal modo del tutto snaturato le origini e il gusto della pozione saporita. E siccome le disgrazie non avvengono mai da sole, ecco all’orizzonte profilarsi copie prodotte con mandarini, arance, cedro e quant’altro assomigli alla forma di un agrume. Burloni sonnolenti hanno provato, loro malgrado, a sorbire la crema di limoncello abbinata al caffè del mattino, dopo averla scambiata per latte fresco di mucca. I risultati hanno prodotto una larga schiera di adepti al più consolante thè mattutino.

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4 Commenti

  1. oggi non commento…sorrido ed apprezzo questo tuo scrivere molto cordiale e vero…un po polemico ma il tanto che basta…
    Caro Romanelli non se monti la testa
    e comunque il limoncello sta passando un pochino di moda
    comeeeeeeeee maiiiiiiiii possibile che la vita sia tutta circostanziata ad una semplice tendenza a fare moda?? Oddio……… che ho scritto!!!!????

  2. che dire: mia madre (qualcuno dubitava?) lo fa buonissimo ..
    anche se il migliore ricordo di averlo assaggiato da Don Alfonso 1890
    😉

  3. Con tempi assai più radipidi si è verificato lo stesso con il delizioso liquore calabrese di liquirizia: non ha fatto in tempo ad invadere la Penisola che già è stato plagiato dalla crema!
    Viva il limoncello di mia nonna!!!

  4. Limoncello…nocino….ratafia….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!!! D’altrone ha ragione l’amico sopra…tutto e proprio tutto si assoggetta alle mode passeggere del momento, ivi comprese le molte specialita’ artigianali culinarie della nostra penisola….ma d’altronde cosa volete di piu’ dalla vita? Considerata la natura del post consiglierei un lucano!!