Gentilezza, arte e qualità sono i tre aggettivi che mi vengono in mente pensando a questo locale di Prato.

Ristorante Paca

Gentilezza ;

dal vocabolario: cortesia , grazia, educazione , belle maniere

qui da Paca trovo tutto questo spontaneo e naturale dal momento in cui ho varcato la soglia ovvero il sorriso con il quale  ti accoglie uno dei proprietari, Lorenzo Catucci, che ti fa sentire a tuo agio, ti rilassa, ti predispone già ad una  piacevole serata.

Mai finta, mai costruita, mai dovuta, il cliente non è un numero da servire in maniera professionale e anonima anzi deve essere un attore partecipante, da far stare nel miglior modo possibile come fosse un amico di lunga data .

La stessa gentilezza la possiamo ritrovare anche in sala dove Marina e Sara  in forma mai invasiva:  sempre pronte ed attente a starti vicino durante tutta la serata.

Ristorante Paca

Arte

Lodevole l’idea di fare delle loro tre sale, di impronta elegante e classica, una sorta di galleria d’arte, dando l’opportunità a vari pittori e artisti  locali di esporre a rotazione le loro opere, seguendo quindi un filo conduttore con la città di Prato, famosa per le sue gallerie di arte  e denominata infatti la città dell’arte contemporanea, museo Luigi Pecci in primis.

Qualità

Bene per la gentilezza e l’arte ma in un ristorante bisogna anche mangiare! E qui si completa il bel quadro di Paca. Entra in gioco l’altro co-proprietario lo chef Niccolò Palumbo. Giovane, appena più che trentenne, ma con già alle spalle varie esperienze importanti italiane e spagnole, corona il suo sogno una volta conosciuto Lorenzo di aprire un loro ristorante. Da qui il nome Paca, le iniziali dei loro cognomi, per rafforzare e lasciare  impresso a tutti il loro bel legame di amicizia oltre che lavorativo.

Nei suoi menù alla carta o nelle tre degustazione proposte, possiamo ritrovare una cucina  di sostanza legata a tradizioni pratesi ma anche quel tocco di contemporaneità e raffinatezza esotica portata dalla capo partita Christine Marigomen filippina di origine.

Dopo una ricco benvenuto, comprendente l’aperitivo realizzato da Niccolo’ Palumbo in collaborazione con il fido capo partita Alessandro Ficozzi composto da:

Cuscino di pane al nero di seppia ripieno di parmigiano reggiano 36 mesi e liquirizia, bao al vapore ripieno di peposo, macaron al cacao con crema di fegatini di pollo, crackers all’olio di oliva e cipolla bruciata con alicetta leggermente marinata, tacos con crema di porcini e toma vaccina-Gin Fitz succo di limone e tonica)

Ristorante Paca

inizio la degustazione di 8 portate.  i piatti signature dello chef che mi hanno più colpito sono stati

Per gli antipasti :

Trota salmonata, nduja, aringa affumicata e ravanello (Sapori ben combinati e mai banali)

Ristorante Paca

Per i primi:

Tortello di fondo bruno, terra e cappasanta (mare e terra sapientemente ed egregiamente bilanciati)

Ristorante Paca

Per i secondi :

Controfiletto di cervo in dolce forte, panforte e scorzonera (dolce salato perfettamente riuscito)

Ristorante Paca

Per concludere con il dolce realizzato da Gabriele Palumbo, fratello di Niccolò, anch’esso giovane ma dotato di ottime qualità

Cioccolato fondente Noalya 85%, castagna, ricotta e pinoli (stagionalità e rispetto della materia prima)

Ristorante Paca

La  carta dei vini viene curata da Lorenzo Catucci, con particolare  attenzione nella selezione di produttori ed aziende meno conosciute, con  proposte biologiche e biodinamiche, alternate ovviamente anche ad etichette più rinomate

Bella storia di amicizia, collaborazione, stima e rispetto che unita a passione e gran qualità porterà questi giovani  togliersi grandi soddisfazioni.

 

 

Antipasti 14-22

Primi 18-22

Secondi 18-32

Dolci 10-12

3 menù degustazione :

6 tappe 50 euro (con abbinamento vini 80 euro)

8 tappe 60 euro (con abbinamento vini 100 euro)

12 tappe (al buio) 85 euro (con abbinamento vini 130euro)

Via Frà Bartolomeo, 13 59100 Prato

0574-1820222 chiuso Domenica

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