Era decisamente difficile da affrontare: ostico, riservato, difficile da trovare. Lei si chiedeva cosa la poteva attirare, visto che di attrattiva ne aveva davvero poca. Si era informata in giro, cercando di carpire qualche notizia, ma le bocche erano cucite e a fatica riusciva a filtrare qualche notizia. La domanda era sempre la stessa: dipendeva da un’educazione familiare, che impediva di aprirsi a nuove conoscenze, a rimanere ancorata a poche indissolubili certezze, oppure era veramente complesso avere a che fare con lui? La risposta non c’era ma una riflessione profonda la portò a credere che non poteva più tirarsi indietro, che doveva affrontarlo direttamente, da sola, senza amiche o compagni che la proteggessero in questa avventura. Decise quindi di aspettarlo a casa: lui veniva con una persona di fiducia e lei non ebbe indugi su come preparasi ad accoglierlo. Vestita dimessa, senza trucco, niente che potesse ostacolare una vera conoscenza. Suonarono alla porta, andò ad aprire, congedò velocemente l’amico e rimase sola con lui. Non ci furono preliminari e davvero era l’unico modo per arrivare al dunque senza mediazioni: lo guardò nudo, nella sua incredibile carnosità. Non era bellissimo, questo no, ma affascinante si, attirava suo malgrado. Lei lo cominciò a toccare, dapprima timorosa poi più convinta, andando su e giù con la mano, cercando di carpire ogni piccola sfumatura della sua pelle: era davvero duro e consistente. Ruppe gli indugi, lo prese in mano e cominciò a lavarlo, senza troppe remore…iniziava il lungo lavoro di pulizia del cardo gobbo

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