Siamo nella zona nord di Firenze, sulla strada che porta a Castello. Rinnovata gestione per un locale che esiste da tempo. Si entra nella prima saletta con il bancone, che dà poi accesso ad una saletta più grande: prevista anche una veranda esterna per i fumatori. Accoglienza molto gentile, al tavolo arriva del pane non indimenticabile. La carta dei vini non esiste,la scelta si fa in piedi osservando la vetrina frigo, dove un Cristal ed un Dom Perignon riposano accanto ad altre bottiglie di tutt’altra levatura. I vini rossi sono in altra cantinetta a vista, con molte etichette di vecchie annate: conviene chiedere i prezzi prima di scegliere, onde evitare brutte sorprese. A seguire, l’apertura della bottiglia che viene fatta direttamente al tavolo è indubbiamente particolare: ruota la stessa bottiglia, senza che il cavatappi accenni a muoversi. Dopo l’assaggio, il vino bianco rimane senza glacette o secchiello. Si parte con il Tonno del Chianti con fagioli piattellini e cipolla glassata: piuttosto tenace, ha poco dell’originale, con aggiunta di glassa di balsamico, patate rosolate fredde e pomodoro a cubetti, altrettanto freddo, che rovinano il gusto. Simile nell’ aspetto il polpo su crema di cannellini con olive e patate croccanti: morbido e saporito, peccato per le patate, indubbiamente poco croccanti. Le chicche con zabaione tartufato sono un piatto goloso, i gamberoni al Brandy risultano troppo dolciastri, per l’eccesso di distillato. Si chiude con un dolce di mascarpone corretto, con una salsa al cioccolato non descritta in precedenza. 35 euro per tre portate senza vini, un po’meno se non ordinate pesce, servizio volenteroso ma da registrare, non è previsto il coperto.

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3 Commenti

  1. dai Leonardo, lo sai bene che molti ristoratori tengono qualche bottiglia “impegnativa” nel caso arrivasse qualche russo…anche se non c’entra niente con il menu!