A leggere le guide non è che Pisa abbia una grande considerazione, da un punto di vista gastronomico ristorativo: in questo è simile alla sua acerrima nemica Livorno(anche se, a onor del vero, ora dovranno anch coabitare!). Sto parlando del capoluogo, in provincia le cose vanno un po’meglio. Qui ci troviamo in zona centrale, a due passi da piazza dele Vettovaglie, con i portici, che una volta era animata da un mercato piuttosto vivo e tanti negozi di specialità particolari: pizzicherie, gastronomie, macellerie, tutte scomparse per far posto a minimarket e kebab, Resiste invece questa osteria, posta subito accanto alla piazza, dove l’ambiente è intrigante, con le pareti a pietra i tavoli in legno a vista: a pranzo si mangia con un menu ristretto, mentre a cena le pietanze si fanno più complesse. Apparecchiatura con carta gialla il giorno, più accurata la sera. Un po’ di affanno prima delle ordinazioni, poi la proposta è spiegata bene anche a voce. Pomodori e fiori di zucca fritti come antipasto, appena unti, meglio pane e panelle con cicoria, dal sapore gustoso, asciutte, ben abbinate. Tra i secondo, la costoletta alla milanese(con l’osso, come specificato) è gradevole ma asciutta all’interno, curiosi i bocconcini di manzo saltati con verdure crude. Scorrendo il menu della sera, la voglia di tornare a visitarlo rimane. Carta dei vini non aggiornata, meglio alzarsi e vedere cosa offre lo scaffale. Servizio familiare, molto attento. Sui 35-40 euro, anche meno a pranzo

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