Il luogo non è esattamente dei più centrali, tra Porta al Prato ed il parco delle Cascine, ma è da sempre molto trafficato. Per anni i locali hanno ospitato un ristorante cinese, ancora nella mente di molti ex avventori, anche se sono passati dieci anni da quando l’attuale gestione ha preso le redini della cucina. Una sala grande, suddivisa da colonne, una più piccola per ricevimenti riservati, nell’insieme un luogo che vorrebbe essere caldo ma con un’illuminazione sbagliata che, a pranzo, non rende troppo onore a quanto viene proposto. Le portate giocano sull’idea di sapori toscani, con materie prime di qualità, cucinati in maniera gradevole. L’antipasto della casa ha salumi piacevoli e crostini di fegato, verdure e pomodoro, di buona fattura. Gli gnocchetti sono segnalati al tartufo e porcini, ma la cameriera specifica che si tratta di salsa tartufata: buoni ma senza troppe emozioni, con gli gnocchi che vengono acquistati già pronti. Ottima, come secondo, la porchetta di cinta senese in crosta di pane e favolose le patate arrosto:  sembra assurdo l’entusiasmo ma è raro trovarle croccanti e saporite in questo modo. Servizio cortese e sbrigativo, carta dei vini con poche referenze di tre aziende, conto che non prevede il coperto ed il servizio, ampiamente recuperati dall’acqua a 3,50 euro e ricarichi sui vini più alti della media. Tre portate a 30 euro.

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