Nella crescita di un cuoco, sia da un punto di vista mediatico che professionale, ci sta anche l’assenza dal proprio locale. Impegni che vengono magari concentrati nel giorno di chiusura ma qualche volta lasciano spazio anche a qualche momento del pranzo. Quale maniera migliore, allora, di fare il rompiscatole ed andare a provare la cucina in assenza dello chef? Missione compiuta, dunque, ma superata a pieni voti. L’ingresso in cucina di Massimo Bocus  ha garantito esperienza e continuità ad un locale che continua costante la sua ascesa. Partiamo dalla crema di piselli e liquirizia come antipasto, con un ottimo contrsato di sapori. Bene la crema di burrata, gamberi rossi crudi e dadi di birra, gioco di consistenze e contrasto di sapori perfettamente riuscito, anche visivamente. A guardarlo non fa una grande effetto, lo confesso, ma le forme e consistenze diverse di baccalà su crema fondente di maggiorana e lime convincono di più in bocca. il tonno di Carloforte con anguria alla piastra, olio di pinoli di San Rossore e insalatine è una sorta di quadro vivente(sic!) ed il gazpacho, sempre con burrata delizioso in questa stagione. 60 euro menu degustazione mezze porzioni, 70 euro completo, 50 euro due piatti. Servizio coinvolgente, bello vedere anche i cuochi che escono dalla cucina!

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4 Commenti

  1. Posso a volte non approvare diversi abbinamenti che fate?
    foto molto cromatiche ed attraenti,composizioni molto belle ma che nulla hanno a che fare con la cucina
    mario

  2. Buongiorno Professore,
    ti ringrazio per le belle parole, che fanno bene al cuore quando l’impegno e la dedizione per il proprio lavoro sono tanti ed incondizionati.
    E’ giusto pero’ dare a Cesare quello che gli spetta e ricordare l’ “anziano” ( non anagraficamente) Matteo Gambi, riferimento di tutto lo staff di cucina, ed i nuovissimi arrivi Pasquale e Filippo.
    La qualità del lavoro passa (sebbene molti, ahinoi, lo ignorano) anche dall’organizzazione e dagli investimenti che si ha coraggio di fare e che qui sono stati fatti per consolidare una realtà che ha ancora tanta voglia di crescere.
    A presto
    Massimo Bocus

  3. Questi piatti di ora d’aria meritano tutti la lode. Reggono molto bene anche al secondo e terzo assaggio. Solo un appunto: perche’ non distanziare leggermente più i tavoli?

  4. I giovani crescono quando hanno un buon maestro, uno che sa dare i consigli giusti e creare un bel clima nella sua brigata. Oltre che essere (questo è il mio parere su Marco Stabile) un grande chef.