La storia insegna come il fondamentalismo generi distruzione e non aiuti a creare elementi costruttivi, soprattutto evita la possibilità di crescere grazie al confronto: non sto parlando di massimi sistemi ma più semplicemente di opinioni riguardanti la cucina e il cibo. Lo spunto su tale riflessione mi è venuto dall’articolo scritto da Luca Vercelloni e pubblicato da Davide Paolini nel suo sito nel quale il Nostro spara a zero su Massimo Bottura, reputandolo in pratica una mezza calzetta rispetto al più bravo e quotato Jamie Oliver.  Su Dissapore  la querelle è stata ripresa con abbondanza di commenti e leggendo il tutto si può cercare di farsi un’opinione più precisa ma quello che non capisco è confrontare  due personaggi così diversi in ambito gastronomico  solo per attaccarne uno. Primo aspetto il linguaggio: Vercelloni, cuoco nel passato con varie esperienze, oggi titolare di agenzia di ricerche di mercato e consulenza strategica, si forma un giudizio su Bottura dopo solo una visita, attaccandolo senza mezzi termini,  mentre esalta Oliver ritenendolo il vero ambasciatore della cucina italiana nel mondo e ritenendo la sua cucina più veritiera. Opinabile come affermazione e scritta in maniera tranchant, che non ammette repliche, da chi ritiene di avere la verità in tasca : penso sempre a quello che viene detto dei critici gastronomici e quanto siano armati di maggiore comprensione rispetto a chi lavora. Secondo aspetto è quello di non accettare differenti espressioni di cucina rispetto al suo credo : esiste solo quella della tradizione, meglio se imparata dalla mamma o, nel caso di Oliver, direttamente sul l_7165_jamie.olivercampo  con “l’umiltà e la tenacia dell’apprendista” mentre liquida Bottura come il genio di turno” in balia delle strampalate guide pseudo-gastronomiche”. Manca la correttezza espositiva: non si liquida un personaggio senza motivare il perché, troppo facile fare qualunquismo a vantaggio della propria tesi. Vercelloni spieghi la sua esperienza deludente alla Francescana di Modena con la stessa abbondanza di argomentazioni utilizzate per esaltare il suo pranzo da Oliver. Altrimenti sembra una classica boutade estiva fatta apposta per avere maggior visibilità: magari nella sua agenzia è già pronta una consulenza per lo sbarco dei ristoranti di Oliver in Italia, chissà!Credits finedininglovers.com

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