All’apertura il progetto era più pretenzioso: il mozzarella bar da una parte, dall’altra il ristorante importante, l'”Osteria Tornabuoni”, dove si proponeva una cucina toscana ma non solo , con qualche tocco creativo, carta dei vini appropriata(c’era il Nero a curarla!).
Poi il progetto si è andato consumando ed ora la scelta è stata quella di fare tutto Obikà: il franchising è attivo in varie città, da New York a Los Angeles, passando per Roma, con una formula semplice ed accattivante: mozzarella declinata in vari modi, al naturale, cotta, con l’aggiunta della pizza che non guasta mai., anche se non è cotta a legna, Ci troviamo nella centralissima Via Tornabuoni, dentro la corte si può mangiare nella bella stagione, altrimenti negli spazi interni. Chiaro che il piatto unico è il preferito dalla maggior parte degli avventori, ma volendo un piccolo menu è a disposizione:piccola avvertenza finale segnala che non vengono utilizzati aglio e cipolla. Il fritto misto (frittino recita il menu) da antipasto è goloso al punto giusto: salvia, crocchette di patate con ‘nduja, mozzarella, accompagnati da salsa di pomodoro. Corretti i crostini misti, dove gli ingredienti tendono a ripetersi. La burrata con alici di Cetara è gustosa, la parmigiana di melanzane grigliate appena gommosa ma corretta. Carta dei vini presente come esercizio di stile: non molte etichette,quasi tutte esaurite per “cambio stagione” ossia nuove annate in arrivo. Servizio molto gentile, premuroso, effettuato da camerieri in maglietta che sfidano anche gli spifferi del cortile con il sorriso sulle labbra. Tre portate escluso vini sui 30 euro

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