Per chi non l’ha vissuta, come epoca storica, mi piace raccontare che oggi, in campo ristorativo, in città, sembra di essere tornati ai favolosi anni Ottanta, quando a Firenze si respirava un’aria di fermento elettrizzante, riguardo alla nightlife e ai locali. Non era certo la Milano da bere, non giravano soldi “facile” ma sicuramente giravano: se non si poteva aprire un ristorante, ecco che si apriva allora un club, magari solo per bere o sorseggiare un tè, come da Mago Merlino, oppure mangiare una cucina raffinata e fuori dagli schemi classici, tipo al Caffè Voltaire. In quegli anni nascevano locali che hanno fatto la storia recente della ristorazione come IMG_0696l’Enoteca Pinchiorri, il Cibreo o il Caffè Concerto, oggi IMG_0687. Dopo più di trent’anni la situazione è ovviamente diversa, ma è apprezzabile il fatto che ci siano così tanti imprenditori disposti ad investire nella ristorazione, e di qualità. Sono nate molte paninerie, vinai più o meno genuini, luoghi del cibo generici, ma anche molte realtà ben selezionate. Ci sono ristoranti come “La Bottega del Buon Caffè” che si sono trasferiti in locali prestigiosi sul lungarno, dalla zona del campo di Marte a quella di San Niccolò, che si sta di nuovo riproponendo come la “rive gauche” fiorentina, e sempre in zona ha riaperto da poco, con una proposta diversa dal passato il “Filipepe”, il cui proprietario è Roberto Ciaramella. Il ristorante è stato ristrutturato senza tradire l’ambiente originale:  arredi puliti, colori tenui, acquarelli alle pareti del maestro Nocentini, una cucina basata sul pesce fresco, preparata da cuochi sorrentini, una maniera elegante per gustare una proposta comprensibile da tutti, basata su materia prima di qualità. Poi il Convivium, gastronomia storica, partita da via Francesco de Sanctis, trasferita nel viale Europa nel 1997 , sviluppatasi nel settore banqueting e rinata oggi ad un nuovo corso, grazie a Giacomo Corti, imprenditore nel settore ristorativo dalle idee molto chiare. Proprietario del Cestello ristoclub, specializzato nella proposta di pesce, ha ristrutturato completamente gli ambienti, creando un wine bar ed un ristorante che vede alla guida Beatrice Segoni, per lungo tempo alle redini del BSJ ed ora molto carica per lanciarsi in questa avventura che si preannuncia stimolante: il locale aperto 7 giorni su 7, dalle 10 del mattino fino alle due di notte, dove sarà possibile sostare per un aperitivo, un pranzo, una cena, con una carta sempre a disposizione ed un menu più leggero, per chi lo desidera, proposto al momento del lunch. La gastronomia rappresenta sempre il fiore all’occhiello, curata dai fondatori del Convivium, Paolo Razzolini e Massimo Maturi,che proseguiranno la sua avventura come “Sherlock Holmes” del gusto, alla ricerca di piccolisssimi produttori di delizie alimentari introvabili altrove. Ed intanto Giacomo Corti ha in serbo una bella sorpresa a partire dal mese di marzo: in un antico palazzo storico, appartenuto sembra a Cosimo I, zona Borgo Albizi, aprirà una galleria del vino, con la presenza di forno a legna, banco della macelleria, e molto altro. Non rimane che attendere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento

  1. […] si può dire che a Firenze le cose non cambino, almeno nel settore ristorativo: scrivevo qui due anni fa di riaperture, nuove gestioni e trasferimenti e da allora ne sono già cambiate di cose. […]