Nuda e vestita, per lui era indifferente: in entrambi i casi la desiderava. In maniera violenta e spasmodica, quasi bestiale, cercava così di possederla nella sua interezza. L’attrazione durava da tempo e fin da subito il rapporto era stato di quella natura: una inesorabile tensione che non lo abbandonava fino a che non riusciva a consumare il rapporto. Sapeva che anche altri subivano il fascino di lei, ma non riteneva nessuno capace di fare quello che lui, al riparo di sguardi indiscreti, era stato in grado di organizzare. Legami inconsueti, rapporti multipli, voglia di fare cose che nemmeno riusciva a raccontare agli amici: in questo era evidente la sottomissione che aveva nei confronti di lei, come riuscisse a dominarlo senza ritegno. Quando era vestita, forse, lui riusciva a contenersi di più, la affrontava in maniera circospetta, riusciva a limitare la foga della passione, aumentando comunque la libidine, a causa dell’approccio lento e rilassato. Da nuda si dimostrava sensuale ogni altro limite, lui si avvicinava e, dopo essersi assicurato che nessuno fosse nei paraggi, la leccava in maniera avida, su e giù, emettendo grugniti di piacere. Lei si dava in maniera generosa, anche insieme ad altre, non cessava di svolgere il suo compito di soddisfare completamente i suoi desideri. Lui sapeva che lei lo avrebbe distrutto, ma non riusciva a staccarsi da lei, andando incontro alla fine, felice e sazio: con la patata in mano..Credits Nara Bocchi

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