L’inizio del 2024 si è caratterizzato per un bel numero di cambiamenti, a capo delle cucine del capoluogo fiorentino, con qualche nuovo locale che ha aperto i battenti e purtroppo anche qualche inevitabile chiusura. Partiamo proprio dal le notizie meno fauste, con la chiusura di Bistrot 84, aperto da Nicola Langone, proprietario di Guné a San Frediano, con ai fornelli un giovane talentuoso come Matteo Longhi, che per un anno ha proposto una cucina altamente innovativa: purtroppo non è riuscita a far breccia nel cuore dei fiorentini. Probabile un futuro fuori dal capoluogo toscano per il giovane chef. Altro annuncio importante è quello legato alla città di Prato: Alberto Sparacino lascia il Pepe Nero di Mirko Giannoni e Sara Sanesi per aprire un suo ristorante in piazza Mercatale, mentre l’insegna storica pratese, che ha visto la perdita di una figura mitica come Marino Giannoni in sala, è destinata a cambiare formula. Intanto Francesco Secci, titolare de Il Dek Bistrot e Shark nella città laniera, rinforza la sua presenza ad Ibiza con un nuovo ristorante.

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Tornando su Firenze, molta attesa è riposta nell’apertura delle Giubbe Rosse, locale storico di Piazza della Repubblica, dopo un certosino lavoro di restauro seguito in ogni singolo particolare, anche come arredi dalla Soprintendenza dei Beni Culturali: al comando dei fornelli è prevista la presenza di Giuseppe Lo Presti, che ha operato fino allo scorso anno a Castel Monastero, resort che si trova nel comune di Castelnuovo Berardenga. Lascia l’Osteria di Torre a Cona, nell’omonima azienda vinicola situata in quel di Rignano sull’Arno, Maria Probst, un passato a La Tenda Rossa di Cerbaia in Val di Pesa e pronta per una nuova avventura al bio hotel Il Cerreto, in quel di Volterra. Antonello Sardi, conclusa la sua avventura in Mugello, dove era lo chef della Tenuta Le Tre Virtù, approda alla direzione della cucina dell’hotel Villa Fiesole, nell’omonimo comune. Bel movimento nel settore alberghiero: dopo una lunga gestazione ha finalmente aperto la cucina Il Tornabuoni Hotel, situato nella via del lusso fiorentino, con Simone Tarchi a ricoprire il ruolo di chef executive, dopo essere stato a lavorare a pochi passi di distanza, a Il Borro Bistrot, come sous chef di Andrea Campani.

Il responsabile delle cucine del Grand Hotel Minerva, Tommaso Calonaci, è diventato il nuovo executive del Plaza Hotel Lucchesi, che vede anche l’acquisizione come F&B di Tommaso Sarti, titolare delle pizzerie Elementi, situate a Barberino del Mugello e Prato. Sempre in ambito pizzerie, da notare l’abbandono di Pasquale Polcaro dalla pizzeria Largo9 e l’apertura di Forneria in via de’Bardi, collegata al ristorante Golden View, a due passi da Ponte VecchioHiron Peiris, titolare dell’osteria di pesce Hiron, aprirà a breve una cicchetteria in via Vinegia, adiacente a via de’ Neri ed un altro titolare di ristorante di pesce, Daniele Martini dell’Osteria dei Naviganti, ha aperto da poco Ottone, situato vicino ai viali di circonvallazione, dove però deve ancora trovare una collocazione la cucina, con un vorticoso ricambio di chef. Interessante e molto azzeccato il restauro e la nuova apertura del Rifrullo, in zona San Niccolò, Parlando sempre di chiusure eccellenti, da citare sul lungarno la chiusura di uno storico locale come l’Harry’s Bar e la conclusione dell’esperienza all’Ostello Tasso di Seeds, cocktail bar aperto da Julian Biondi, previsto però come pop up e non quale locale stabile. Nel settore beverage, Tommaso Ondeggia lascia il Four Seasons per approdare al Castello di Casole, in provincia di Siena, in qualità di F&B mentre Nicola Langone ha aperto accanto al ristorante Guné, il cocktail

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