…siccome immobile dato il mortal respiro, stette la spoglia immemore, orba di tanto spiro”. Ok esagero, ho capito, non devo essere così drastico, certo che ad osservare il declino del novello sembra di osservare una star di Hollywood decaduta, costretta magari a fare una réclame in Italia per il tonno( ogni riferimento a Kevin Costner è del tutto voluto). Un vino al quale veniva dedicato addirittura una manifestazione nazionale, in quel di Vicenza, con tanto di stappatura ufficiale a mezzanotte, nemmeno fosse stato champagne millesimato dei migliori. Oggi compare in qualche scaffale del supermercato, fa capolino in qualche osteria alla buona, ma non si nota certo più il trasporto del passato: la data ufficiale di immissione sul mercato è il 6 novembre ma nessuno sembra essersene accorto. Il Beaujolias Nouveau invece continua ad avere successo, arriverà tra poco, l’immagine è stata salvata, d’altronde sarebbe bastato poco per fare la stessa cosa in Italia: vitigni di riferimento certi, e non qualunque cosa potesse essere vinificata; macerazione carbonica per la totalità delle uve impiegate; prezzi equilibrati. Oggi sono rimasti a farlo solo i grandi produttori, ma i milioni di bottiglie sono diminuiti alla grande. Forse andava bene con le castagne, ma quest’anno non ci sono neppure quelle, con l’olio nuovo nemmeno, manca in maniera considerevole, e se ci provassimo a fare il vin brulé? I nostalgici rimpiangeranno sicuramente quel frizzantino che lasciava la bocca delusa, quei profumi fruttatoni che sembrava di bere marmellata, quella consistenza non evidente Credits enotecavenditavinionline.it

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