NotesWine, a notebook with a wine spirit è per metà libro da leggere e per metà quaderno per appunti, ovviamente a carattere vinoso!

E’ questa l’idea firmata Sandro Bosticco, ovvero un libro scritto a più mani, quelle dell’autore e quelle del lettore, che con i suoi appunti o le note a latere, da scrivere sulla pagina con le righe a fianco di ciascun racconto, diventa parte di un opera praticamente unica.

Io ho iniziato già oggi a scrivere sul mio NotesWine, durante la presentazione ufficiale del libro a stampa e winelovers. Il libro è un compendio di ben 100 storie di vino, di quegli aneddoti curiosi che nessuno ti ha mai raccontato, di quelle cose del tipo “come facevo a non saperlo?” che rendono la lettura vorace, ai limiti del bulimico. Non ci si fa a smettere di girare pagina per la fame (o meglio la sete) di una nuova curiosità vinosa da leggere.

L’autore ama definirlo un “oggetto” più che un libro, che mi ricorda vagamente una Smemoranda, dove al posto delle vignette ci sono delle pillole enologiche, curiose e che possono servire in conversazione, giocate per attirare l’attenzione. In questo senso è stato definito un “libro miniera”, ovvero fonte di spunti da cui possono scaturire legami, associazioni con altre idee, che possono essere trascritte nelle pagine lasciate volutamente in bianco.

Altro pregio da non sottovalutare è che NotesWine non lo devi leggere dall’inizio alla fine. Puoi aprirlo ad una pagina a caso e poi richiuderlo, e riprenderlo in mano quando ne hai voglia.

Abbiamo rivolto qualche domanda all’autore

-E’ un libro che invoglia a scrivere, visto che nasce per prendere appunti. Stimolo per far riprendere ad usare la penna?
       Assolutamente si, e non solo per le parole. Immagino disegni e scarabocchi, e qualche macchia di vino sarà titolo di merito. Al wine bar o di fronte a un vigneto ma anche in treno o in una sala d’attesa: Noteswine è un oggetto portatile per vocazione. Inoltre gli appunti saranno sostanzialmente ad uso e consumo di chi li scriverà: non esattamente “social”. 

-Storia, aneddoti, curiosità: un compendio curioso e mai banale. Come hai fatto a trovare tutte le notizie? 
Sono loro che hanno trovato me, ognuna per strade e occasioni diverse. Sono i miei “appunti vinosi” raccolti durante cinquant’anni di bevute…hem degustazioni. Ho usato quegli appunti come una specie di ipertesto, come trampolino di lancio per altre esplorazioni. Il motore è stato semplicemente la curiosità e il piacere di lasciarmi sorprendere. Le cose che auguro ai possessori di Noteswine.  

-Si accusano gli enostrippati di avere un linguaggio poco inclusivo, tu dimostri invece che la cultura ampia e variegata è importante per conoscere meglio il vino. E così?
   Beh per me è certamente così e direi non solo per conoscere il vino ma proprio per apprezzarlo e goderlo. In questa chiave  nell’introduzione mi sono permesso di citare le parole di un grande pensatore a tutto campo, Bertrand Russell (anche se ragionava di pesche e albicocche e non di uva…). In Italia stiamo transitando da un cultura gastronomica condivisa – col relativo linguaggio, magari anche dialettale, comprensibile ai più – a un gergo specialistico limitato, spesso modaiolo e a rapida obsolescenza. Lo sai meglio di me, ed è un fenomeno che non riguarda solo il vino o la cucina.   

-Cosa resterà di questi anni Venti del XXI secolo, enologicamente parlando? 
Il mondo enologico mi sembra, come tutto il resto, sempre più connesso a situazioni globali ad alta variabilità, e da queste molto dipendente. Abbiamo assistito agli effetti del virus sulla nostra bevanda e adesso è la volta di drammatici conflitti militari non troppo lontani. Non ho la sfera di cristallo, al più un bel bicchiere. Posso dire però quello che spero per il resto del decennio: che il vino sia l’alfiere di una maggiore attenzione alla “sostenibilità” di cui il pianeta ha bisogno. La parola è di per sé vaga e molto abusata nel marketing degli ultimi anni, spesso ambigua; tuttavia proprio il fatto che il vino è molto chiacchierato può far aumentare l’attenzione su un tema che non è più un optional.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento