IMG_9616Locale molto chiacchierato, in senso positivo, dalla stampa locale ma anche da fuori: merito dell’ambiente, dello chef Daniel Humm, che è poi lo stesso sulla bocca di tutti per Eleven Madison. Ambiente caldo ed accogliente, stracolmo anche a pranzo, con IMG_9615una sala principale luminosa in una sorta di chiostro interno, e poi la saletta con il camino, raccolta, con luce soffusa. Carta compatta ed essenziale, con ingredienti in prima linea, suddivisi tra snacks, appetizers ed entrées, con degli special come il pollo ripieno di foie gras, tartufi e brioche, da mangiare in due e quindi da provare in altra occasione. Il servizio è composto ed efficiente, il pane con patate e aromatizzato al finocchio arriva in tavola sul tagliere , da affettare da soli. Anche in questo caso le tovaglie sono abolite completamente, a qualcuno forse non piacerebbe avere le posate direttamente sul tavolo, ma tant’è. Partenza con un piatto di raro equilibrio con i pettini di mare abbinati alla mela e ai ricci di mare, il tutto aromatizzato con foglie di finocchio fresco, un esempio di equilibrio e compostezza, dal condimento limitato e gustoso.Più tranquillo nella composizione ma gradevole il carpaccio con foglie sottili di foie gras e champignons. Piacevole ma senza quel tocco di emozione la zucca(acorn squash) con senape verde e pudding di pane. Si chiude con piccola scelta di dolci “da pranzo” come la granita di caffè con crema e gelato alla vaniglia. Carta dei vini ampia, con buona scelta al bicchiere, anche come prezzi . 75 80 dollari per tre portate escluso vini. Menzione speciale per il bar, potrebbe esere perfetto terminare o iniziare da lì!

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