Per la prima volta un ritorno: non che sia spesso a New York e non che manchino i ristoranti ma Morimoto era un locale che,  suo tempo, mi aveva colpito in maniera particolare: un nuovo concetto di cucina giapponese, una sorta di “urban cooking” espressa a New York, dove il confondersi delle culture genera una cucina nuova e particolare. Arredamento in stile minimalista, ma con un bagno che richiede una visita apposita, il tavolo dove mangiare di fronte ai cuochi che lavorano oppure il bar, nella parte sottostante, dove indugiare prima o dopo la cena a bere qualcosa. Sono passati 4 anni ma è sempre un posto estremamente IMG_9703IMG_9703“fashion” prenotare non è così facile, anzi..Il tavolo è di quelli in vetrina, ma va bene lo stesso. non manca la privacy. Luci soffuse, un po’ di rumore di sottofondo e poi la scelta. I “pettini” frutti di mare scaloppati serviti in ceviche style sono freschi, croccanti, gustosi e  aromatici. La zuppa di ginger e sesamo, al di là di essere consolatoria, è vivace, riesce a dare un bel colpo di vita al palato, nel retrogusto invadente. “Ishi yaki buri bop” ovvero la ricciola servita con riso e terminata id ucoere al tavolo è deliziosa, nella sua croccantezza, nel contrasto dei sapori, dove si mescolano armoniosamente le diverse IMG_9705_2IMG_9705_2consistenze della verdura..davvero notevole. Il merluzzo nero brasato alla soia, sembra quasi un piatto francese, per la consistenza della glassa, il sapore pieno e deciso, la potenza gustativa espressa. Magari un po’ di posto per sushi e sashimi lo dovevo lasciare ma sarà per la prossima volta. 50 dollari due piatti, servizio molto attento.

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