Morellino del Cuore, esordio provocatorio. Si perché di Morellino di Scansano se ne parla pochissimo e se ne beve ancora meno, almeno sulla piazza fiorentina. Girando per i locali, noto che nelle carte dei vini di Firenze e dintorni il Morellino non compare quasi mai. Sarà perché nessuno lo chiede? Ma allo stesso tempo se non c’è in carta mai nessuno lo ordinerà, è un cane che si morde la coda. Eppure non era cosi 15-20 anni fa, anzi! Il Morellino era di gran moda ed era bello in evidenza nelle carte dei ristoranti.

E pure io, lo ammetto, era da un po’ che non ne bevevo. Per cui l’evento Morellino del Cuore edizione 2024, organizzato presso l’Olio Restaurant di Firenze, curato dalla giornalista Roberta Perna e Antonio Stelli, è stata un’occasione molto interessante per assaggiarne 10, selezionati da colleghi sommelier di importanti ristoranti italiani.

I 6 sommelier professionisti che hanno selezionato le 10 etichette di Morellino del Cuore edizione 2024

Domanda: perché questo vino toscano di lunga storia, a base di sangiovese, come le altre più importanti denominazioni toscane, non fa più breccia nel cuore delle persone? Cosa c’è che non piace in questa declinazione di sangiovese? Chiedo un aiutino da casa, anche volto a confutare la mia sensazione, poiché magari è sbagliata, ci può stare.

Onestamente a questo vino non manca niente a partire dal territorio. Siamo in quella parte della Maremma Toscana che ruota attorno a Scansano e comprende parte dei comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano. Territorio bello senza sé e senza ma, tra i più “selvaggi” e intatti della Toscana meridionale, che si affaccia sul mare. Gode delle brezze marine, di tanta luce buona e insiste su terreni con buona componente di arenaria, soprattutto nella parte occidentale del comprensorio, mentre la parte orientale, a grandi linee, insiste su formazioni calcaree e argilloscisti, da cui derivano suoli con componente argillosa più pronunciata.

Per disciplinare la resa in uva ad ettaro consentita non deve superare i 90 quintali, di poco superiore alle rese consentite a Montalcino, con la possibilità di unire al sangiovese un 15% di altri vitigni a bacca rossa ammessi per la Regione Toscana. Tutto nella norma.

Il vino non manca certo di una sua identità, che fa della morbidezza tannica, del frutto e della beva spensierata il fil rouge e anche il suo punto di forza. Nei dieci vini assaggiati ho trovato riconoscibilità soprattutto al palato, proprio nelle dimensioni tattili del vino, che a mio avviso soccombe un po’ nella sua naturale espressione quando nel blend entrano il cabernet sauvignon e soprattutto la syrah. L’ho trovato molto più affine a miei gusti quello nelle versioni 100% sangiovese o sposato a piccole percentuali di ciliegiolo, che ne enfatizza ulteriormente la parte dolce del frutto, che è una delle caratteristiche golose del Morellino. Per quel che riguarda legno si-legno no, non ho trovato una reale risposta, nel senso che mi sono piaciute le versioni solo acciaio, così come quelli maturati in tonneaux e botti piccole, poiché ben gestite e dosate. Quello che non ho trovato nei 10 assaggi, è concentrazione, sovraestrazione, stanchezza, frutta cotta o surmatura; niente di tutto ciò.

Mi è piaciuta la leggiadria al sorso, spesso figlia delle sabbie e quella pressoché costante sapidità, che in certi casi diventa puro iodio al naso e nel finale di bocca, espressione di un sangiovese “vista mare” dai tratti attuali.

Pertanto un morellino del cuore esiste, può esistere per ciascuno di noi e senza grossi sforzi, da mettere in carta senza paura.

Tra gli assaggi di questa edizione si riconferma Podere 414 il mio morellino del cuore (per altro sangiovese + vitigni locali e piccola percentuale di syrah!!), ma ho particolarmente gradito l’esattezza e precisione del Morellino Terenzi 2022, la spigliatezza leggera da bersi a cannuccia del Morellino 2023 della cantina cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano, quella sottile freschezza balsamica di Roccapesta 2022 e quella vena un po’ affumicata del Morellino Riserva 2021 di Alberto Motta.

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