Firenze è in questo momento la capitale del ciclismo mondiale: mio malgrado osservo il tutto da un oblò(come cantava Gianni Togni) ovvero da lontano, ma certo la città sta reggendo l’urto meglio del previsto; quindi, archiviate le polemiche sul perchè fare o no tale manifestazione, andiamo ad occuparci di argomenti ludici, tipo l’alimentazione del ciclista. Una volta era divertente, non certo oggi che tutto si gioca su gel, bevande, beveroni modello frappè, lasciando poco spazio alla fantasia del medico al seguito. Questo per quanto riguarda ciò che succede in gara, invece la sera e la mattina, osservare la quantità di cibo che riescono ad ingurgitare gli atleti fa un certo effetto. Sì, perchè, la cosa incredibile è che consumano così tante calorie che diventa una fatica fargliele reintegrare, e quindi anche il sedersi a tavola può diventare un problema! Partiamo dalla colazione: spaghetti, riso, gnocchi sono ancora attuali, conditi con parmigiano, pomodoro fresco senza soffritto, anche alle cinque di mattina, carne si consuma alla sera, meglio se magra e cotta alla griglia. Il vino è ammesso, per chi ne ha voglia, mezzo bicchiere a pasto, ma quasi nessuno lo fa. Passati i tempi del mitico Gastone Nencini, corridore fiorentino che vinse un Tour de France fumando una sigaretta ogni sera! Altri tempi, così come sono cambiati i cestini dei rifornimenti: secondo la leggenda, le “bombe” per andare forte si presentavano sottoforma di innocenti borracce, ma, nella realtà, non mancavano i panini modello “duchesse”, privati della mollica e ripieni di marmellata, le banane, la cioccolata cremosa, ovvero la Nutella, tutti zuccheri facilmente assimilabili. Poi c’era chi, per fare il furbo, saltava il rifornimento per guadagnare qualche metro, salvo poi rimanere senza benzina ed arrancare nelle retrovie. Mi sono sempre chiesto se fare un cestino gourmet con salmone affumicato, caviale e champagne poteva sorire qualche effetto benefico..chissà!

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