Quando aprì a Firenze, creò subito tendenza: arredamento minimalista, cucina giapponese, abbinata a quella che veniva definita “inventive”, una sorta di “fusion” ma che onestamente, riusciva un po’ malino. Il maestro giapponese, scelto per il sushi era bravo e coreografico,i fiorentini modaioli lo frequentavano con assiduità. Poi un momento di appannamento, il fondatore che lo lascia e poi, oggi, a rilevarlo, un gruppo di soci, uno dei quali a gestire la sala. In cucina, un cuoco tedesco che ha avuto esperienza da Pinchiorri. La cucina proposta, adesso, è solo giapponese, magari interpretata in maniera creativa. Appena entrati, se non avete prenotato, c’è l’offerta al bar di un bicchiere di prosecco. A tavola, il menu sciorina i classici sushi, sashimi, tenpura, ed anche diverse zuppe. Partenza con un assaggio misto di sushi: arriva però un tris di tarate di pesce accompagnate da riso Venere caldo, in un abbinamento coraggioso ma valido. Sono buone e mangiando viene il sospetto che ci sia stato uno sbaglio ma il cameriere era così convinto…il tavolo vicino era meno felice:-))Poi polpo in tenpura, croccante, asciutto e gradevole, così come i gamberi , anch’essi fritti, serviti con la zuppa. Carta dei vini corretta, con molti bianchi altoatesini. Servizio cortese, grande professionalità alla fine: non solo le tartare non erano nel conto, ma il sushi è stato ugualmente preparato!Variabile il prezzo dipende da quanto e cosa si mangia, ma entro i 40 euro si assaggiano molte specialità!

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