Le cronache riportano questo menu per la cena svoltasi a Milano per l’autofinanziamento del PD, al The Mall, ai piedi della Torre del Diamante:  “risottino giallo con sfoglia di parmigiano, manzo in salsa di speck e riduzione d’amarone, mousse di cioccolato”. I vini: Soave 2013 e Palazzo della Torre 2011. Mille euro la spesa cadauno. Ora per mille euro uno sforzo in più sul menu poteva essere fatto, ammettiamolo:a partire dai nomi, il “risottino” non si può proprio leggere, fa tanto la Milano da bere degli anni Ottanta, quando insieme alla rucola e alla bresaola era il risottino ad imperare sulle tavole dei vari potenti dell’epoca.  La sfoglia di parmigiano per 600 coperti rischia di essere arrivata a tavola tutt’altro che croccante, con buona pace dei puristi del gusto.   E poi cosa vuol dire “manzo allo speck”? Sarà filetto è lecito supporre  e lo speck sarà diventato  risecchito, salato, sgraziato una volta cotto, malgrado la riduzione di Amarone, offerto dalla famiglia Allegrini, insieme al Soave, che ha accompagnato la prima portata. Il finale è banale,mousse al cioccolato, un dolce che riecheggia anch’esso il passato ma  non suscita più emozioni come una voltarisotto-alla-milanese.  Insomma, è evidente che lo scopo di queste cene non sia il cibo, ma allora meglio essere provocatori: una bella minestrina in brodo, pollo lesso e patate, frutta da tagliare a tavola! Questo potrebbe essere un vero menu sovversivo, dove lo scopo di raccolta fondi sarebbe evidente e plateale. Così sembra la classica via di mezzo, non è un menu studiato per accattivare l’endorsement dei buongustai, tanto sono pochi, ma nemmeno per fare passare una serata fuori dagli schemi agli astanti. E poi, magari, dopo una cena povera si riempivano le pizzerie, con la felicità dei  titolari… Catering curato da Eataly Milano, mentre si replica a Roma, con il servizio e la preparazione curata dal Caffè Palombini: speriamo in un menu diverso, un atto di coraggio, una bella amatriciana per 1000 coperti… Credits milanotoday e gennarino.org

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