Dopo essere stato annunciato un mese fa, ieri a Firenze la conferenza stampa che sanciva l’accordo tra il consorzio di tutela del vitellone bianco dell’Appennino Centrale, la McDonald’s con la collaborazione di Coldiretti relativamente alla fornitura di vitelli di carne chianina. per la realizzazione del nuovo hamburger “Gran Chianina”, che sarà disponibile nei negozi italiani della multinazionale americana per tre settimane. La domanda che sorge spontanea è: cui prodest? A chi fa comodo questo accordo? Fosse una fornitura annuale si potrebbe capire, ma in tre settimane difficilmente un giovane arriverà a capire il tipo di proposta di alta qualità. Di certo McDonald’s avrà il vantaggio di dimostrare che nel suo percorso segue in maniera pervicace un’idea di qualità (ricordate il panino creato da Gualtiero Marchesi..purtroppo…?), il consorzio potrà affermare in maniera solenne che sta facendo un lavoro attento per far arrivare la propria proposta ai giovani e si potrà comunque dire che gli allevatori hanno venduto 400 capi in tempi brevi. Toccherà fare un salto al fast food per fare un test e capire se, in mezzo a cetriolini, ketchup, pane dolciastro, insalata, si riuscirà a capire la differenza organolettica tra i due hamburger. La sensazione è che, in queste operazioni, il cibo quale elemento di piacere organolettico, buono, pulito e giusto, come predica Carlo Petriniimages, abbia poco a che spartire Ottima modo di poter comunicare ma da lì a stabilire che questo sia un modo di fare educazione alimentare ce ne vuole..

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3 Commenti

  1. più che d’accordo con leonardo, va bene le trovate di marketing secondo cui in questa “alimentazione di massa” si fa finta di inserire qualità, ma bisogna ricordare che la vera qualità di un piatto o anche un panino sta oltre che nei freschi prodotti anche nella cura e nel tempo di preparazione, e come dico io poi di solito, il sapore sta anche nelle MANI di chi prepara…e di regola al mc donald si cucina con i guanti, non penso ci sia altro da aggiungere. saluti a tutti gli appassionati, intenditori, e chi come me azzarda seguire la strada della “criticità” per seguire la propria passione.

  2. più che d’accordo con leonardo, va bene le trovate di marketing secondo cui in questa “alimentazione di massa” si fa finta di inserire qualità, ma bisogna ricordare che la vera qualità di un piatto o anche un panino sta oltre che nei freschi prodotti anche nella cura e nel tempo di preparazione, e come dico io poi di solito, il sapore sta anche nelle MANI di chi prepara…e di regola al mc donald si cucina con i guanti, non penso ci sia altro da aggiungere. saluti a tutti gli appassionati, intenditori, e chi come me azzarda seguire la strada della “critica” per seguire la propria passione.

  3. Caro Leonardo, ti seguo per via indiretta, nel senso che io mi occupo di arte e la unisco alla cucina, te parli di cucina come fosse un’opera d’arte.
    Ti seguo anche perché sono la ragazza di Massimo Ciotta, che ti ha “portato in casa” e ti rammenta spesso. E questo mi fa molto piacere anche a me.
    Ho letto questo tuo commento al mc pasto alla chianina con curiosità e condivido perfettamente il tuo punto di vista.
    Sto fra l’altro per presentare un percorso sul Junk Food a livello artistico unito, per contrasto, ad una cena con piatti semplici della tradizione contadina, di cui ti mando l’invito. E forse a breve, entro la fine di dicembre, sarò a Palazzo Blu a Pisa, a parlare ancora di Junk Food in attinenza con Andy Warhol.
    Mi farebbe veramente piacere averti una volta come mio ospite e ti mando adesso l’invito per il 22 novembre.

    https://www.facebook.com/events/1469844809907524/