Fin da piccoli ci insegnano che mangiare con le mani non è buona educazione: il cibo alla bocca si porta con le posate, fatta eccezione per il pane, sentenziano le mamme! Chi ha cominciato a far utilizzare forchetta e cucchiaio? Ma sempre lei, Caterina de’Medici, alla quale sono state attribuite molte “invenzioni” culinarie, in maniera un po’ardita a volte, ma questa storia è proprio vera. E’ lei che ha introdotto questi magici strumenti alla corte di Francia, facendo così partire un nuovo concetto di galateo a tavola. Ma è sempre indispensabile rispettare le regole? Dipende dalle occasioni, ora che poi gli chef creativi sono i primi a presentare pietanze da mangiare con le mani, diventa difficile capire la regola da seguire. In verità, la coppetta lavadita, quella che contiene petali di rosa in acqua tiepida e magari gocce di essenza profumata, è sempre stata prevista in caso di frutti di mare e crostacei, ed anche per le lumache non guasta portarla a tavola. Ma ora che il fritto viene servito in un cartoccio di carta gialla, con magari una salsa di accompagnamento nella quale intingere il gamberetto di turno, come si fa? E il pollo arrosto? Già il pollo con le mani, quando si tratta della coscia è un must, anche se poi ci si trova le mani unte e sporche in maniera oscena: ottima scusa per completare l’opera e leccarsele, davanti a tutti. Fino a che è lecito mangiare con le mani? Credits arredoeconvivio.com

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6 Commenti

  1. E’ più che lecito. Ho imparato nei ristoranti indiani del Regno Unito a mangiare con le mani o, tuttalpiù, usare il chapati come posata di accompagnamento alla bocca superando quel naturale e istintivo senso di fastidio dato dalle mani unte e sporche di cibo. Hanno ragione gli indiani: le posate “contaminano” in qualche maniera il cibo e rompono un equilibrio. Ghandi, ad esempio, non usava posate se non costretto da situazioni particolari. Insomma mangiare con le mani è un po’ riappriopriarsi della nostra ancestrale naturalezza. Il che non guasta. E di fronte ad piatto di spaghetti possiamo sempre fare come il principe De Cutis in “Signori si Nasce”. Ovviamente non ballando sul tavolo. Quello no, non è bon ton.

  2. Io preferisco mangiare tutto con le posate, anche il pollo e i crostacei. Ogni tanto provo a mangiare con le mani per adeguarmi agli altri ma non mi piace. Capisco che ce qualcosa di liberatorio e animalesco nel mangiare con le mani ma non mi interessa minimamente 🙂 Adoro mangiare, bere, rimangiare e provare sapori ti ogni tipo ma mi trovo benissimo con le posate. Che ci posso fare?

  3. Se e’ vero che la tavola bidogna goderla con tutti i sensi credo che quello del tatto sia importantissimo.. Per me e’ un’eccezione mangiare con le posate 😉

  4. Io sono nata e cresciuta in Etiopia, dove il cibo è mangiato con le mani.
    Prima di mangiare, i giovani della famiglia, portano una brocca di acqua con una ciotola, a chi dovrà sedersi poi a tavola. La tradizione vuole che tutti mangino da un unico piatto grande, quasi come un segno di amicizia, fratellanza e fiducia.
    Le nonne o le signore anziane usano spesso rimboccare in segno di affetto, questo gesto spesso viene fatto anche fra innamorati.
    Complimenti per l’articolo!

  5. Ogni situazione, ed ogni luogo, ha il suo giusto modo di comportarsi. Anche io ho mangiato, nella capanna di un egiziano ad El Fayoum, prendendo il cibo (uova e pomodoro) da un vassoio unico con l’ausilio del pane arabo. Ho mangiato con le bacchette il shabu-shabu o altre specialità nei ristoranti di Tokyo. Mangio senza problemi con le mani se mi offrono del finger food o l’hambugher da McD, ma qui in Italia e in Europa preferisco rendere merito alla mia illustre concittadina Caterina de’ Medici ed usare le posate. Perchè dovremmo rinnegare la nostra civiltà per un malinterpretato desiderio di libertà e “ritorno alle origini”? Andreste a fare le abluzioni mattutine nell’Arno o altro fiume italiano, solo perchè in India lo fanno?