Maigret era molto soddisfatto della scelta del locale. La proposta, poi, di un piatto tipico come i testaroli quale piatto unico lo aveva pienamente soddisfatto. E, incredibile a dirsi anche il vino lo aveva convinto “Viene da Luni un paese delle vicinanze” aveva esclamato soddisfatto il padrone, alla sua richiesta di informazioni. Terminò il pasto con del formaggio, esigenza per lui irrinunciabile, e anche se il pecorino servito non avesse nemmeno le sembianze del camembert, rimase comunque felice della scelta fatta. Si congedò velocemente, e si avviò nuovamente all’albergo, per la sua consueta siesta pomeridiana. Aveva intanto carpito nuove informazioni utili riguardanti il suo uomo, e decise di preparare con cura l’appuntamento della sera. Prenotò un tavolo per due, tanto per non dare nell’occhio, alla “Osteria del Viandante”, il locale di Cedric, e guadagnò velocemente la propria camera. Voleva recuperare il sonno perduto la sera precedente e, infatti, non tardò ad addormentarsi, completamente vestito, con le scarpe infilate e il cappello calato sugli occhi, direttamente sopra il letto completamente rifatto. Fu un sonno profondo e tranquillo. Aveva la pessima abitudine di russare, ma nessuno poteva opporsi a tale vizio, e riuscì allora a dormire fino alle sei del pomeriggio rilassato e disteso. Si alzò, si fece la doccia, si cambiò d’abito e decise di concedersi una lunga passeggiata, per arrivare all’osteria in tempo utile, ma senza fretta. La strada che si inerpiccava non era certo la sua favorita, ma fece buon viso e continuò , pur sbuffando come una ciminiera, a risalire la china, cercando di non sudare troppo. Si riposava ogni tanto, tergendosi la fronte con un fazzoletto che aveva le sembianze di un tovagliolo, tanto era grande. Arrivò infine al locale, sempre troppo presto rispetto a quanto preventivato, ma non si scompose più di tanto. Passò sotto la veranda e bussò alla porta di vetro, cercando di attirare l’attenzione dei camerieri. Questa volta non stavano mangiando e la cosa lo rincuorò. Cercò subito del padrone e, una volta che questi apparse dalla cucina, lo invitò a sedersi al suo tavolo. L’atmosfera nella sala si fece irreale. Nessuno aveva il coraggio di fiatare, ma senza una ragione precisa:avevano solo intuito, i camerieri, che il padrone era cambiato, dal momento in cui aveva scorto lo straniero. Tutti decisero di rimpiattarsi in cucina e nella sala rimasero solo i due uomini. Cedric si sedette al tavolo, guardò per qualche secondo Maigret, quindi prese fiato ed esclamò:”Mi avete trovato!” Maigret non proferì parola fino a che non si decise a chiedere “Perchè?” “Stefano rispose subito”Non ce la facevo più. Da troppo tempo dovevo subire angherie di tutti i i tipi:sul lavoro, in famiglia, con gli amici, ..Non ero riuscito ad ambientarmi. Parigi mi sembrava una città troppo grande, immensa per riuscire a recuperare. Decisi di scappare dall’oggi al domani. Dapprima girovagando per l’Europa settentrionale, ma non era il mio mondo:mancavano le luci, i colori, gli odori. Scelsi allora l’Italia, dove avevo vissuto da piccolo, ma non volli andare in luoghi troppo turistici. Ho preferito scegliere un luogo appartato, lontano dal clamore. Mi sono ricostruito un pezzo di vita, mi sono riappropriato di me stesso. Ed ora che deve tutto finire, mi sento triste; tanto triste….Cosa devo fare, la devo seguire subito?” Maigret lo guardò diritto negli occhi quindi esclamò”Domattina ho il treno che parte presto e non posso assolutamente perderlo. Si riece a mangiare questo sua famosa polenta on gli ossi di morto o mi fa andare via diguno?” Cedric lo abbracciò piangendo a lungo

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