Sulle ultime notizie relative al Brunello di Montalcino, vi rimando a quanto scritto da Franco Ziliani nel suo blog. Mi ha colpito però leggere la notizia sull’edizione odierna di Repubblica Firenze. Il giornalista cita per due volte l’azienda coinvolta nel dissequestro del Brunello 2003, Castello Banfi, con il vecchio nome Villa Banfi. E’ chiaro che si può trattare di un lapsus, ma se lo stesso errore fosse stato fatto su un altro settore, sai le polemiche! Provate a citare con un nome errato una banca, perchè si sa, tutte le nuove fusioni portano a qualche confusione..Unicredit che diventa Unidebit, Intesa San Paolo che si trasforma in San Pietro..

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 Commenti

  1. Non male questa “digressione” dalla tavola, in bello stile toscanaccio… 😉

    Concordo con Marco, il giornalismo italiano è proprio… arrivato alla frutta. 🙁

  2. ma perché, invece di blaterare i soliti luoghi comuni, non ci venite un po’ in una redazione a vedere in che condizioni si lavora, eh?
    ma quanto gli garba, alla gente, chiacchierare all’insegna del “so-tutto-io…”

  3. @giornalista
    In questo blog, ti assicuro, presentarsi con il nome è naturale, non ci possono e devono essere problemi, qnche perchè il sottoscrito non modera nessun commento, a meno che non sia offensivo nei confronti di terzi. Quando si tratta del sottoscritto me le becco tutte senza problemi! Frequento le redazioni di quotidiani dal 1994 e credo di avere una certa esperienza nel ramo:-))). Il caso di Repubblica è , a mio avviso, legato alle notizie che vegono catalogate di serie A o di serie B. Il vino appartiene alla seconda e quindi necessita di minor approfondimento. Ripeto, senza polemica, io non mi arrabbio quando mi segnalano che ho sbagliato l’ingrediente di una ricetta:-)))

  4. @un giornalista: anche io sono un giornalista e conosco bene la condizione in cui si lavora nelle redazioni (quindi, non so tutto io, ma so perché lo vivo). ma, quando sbaglio un nome (e nonostante le condizioni in cui si lavora) un bel cazziatone non me lo leva nessuno. Non succede così da tutte le parti.

    saluti

    Marco