Su questo locale, all’apertura , è stato scritto molto e questo crea molte aspettative, soprattutto in una città come Firenze. Se aggiungiamo una location prestigiosa, a due passi da Ponte Vecchio, proprio all’inizio della zona blu(per i non fiorentini: la zona a traffico limitato, che genera sempre facili arrabbiature per entrare e trovare parcheggio), facile pensare che la curiosità spinga molti a visitarlo. L’idea è semplice: servire hamburger, tartare, carpaccio di carne chianina certificata: non a caso, i proprietari sono anche produttori di carne! E’ un  luogo dove mangiare a tutte le ore, prendere anche un caffè o qualcosa da bere, insomma, una sorta di bistrot dove si prende l’aperitivo, si mangia oppure di finisce la serata. L’inizio è stato un po’ a singhiozzo per un motivo tecnico: non si potevano cuocere gli hamburger e quindi andava a cadere la forte motivazione di molti a visitarlo. Meno male che lo spirito del critico induca sempre ad attendere , prima di una visita, un sano rodaggio per esprimere un giudizio meno affrettato: ora che il locale funziona, si può dire che la carne è gustosa, il servizio gentile e sorridente, solo appena da velocizzare, e che la risposta del fast food all’italiana, dopo quella di Dario Cecchini a Panzano, si rivela vincente. Un hamburger completo di contorno a 12 euro, volendo ci sono anche insalate variegate!

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8 Commenti

  1. ci sono stato oggi a pranzo e mi è piaciuto molto anche se il mio hamburger aveva una cottura media più che al sangue come avevo richiesto..
    trovo la location molto bella e il format interessante.
    i prezzi sono giusti se si considera la qualità della carne che viene utili∑zata ….almeno per adesso che possono usufruire dello spazio all’aperto èp così, non so cosa accadrà d’inverno quando i coperti a disposizione diventeranno un terzo e i costi di gestione più o meno gli stessi !

  2. Visitato a pochi giorni dall’apertura, quest’estate, sono d’accordo con Leonardo però c’è un neo: la tartara, non dico debba essere necessariamente realizzata con il filetto (come dovrebbe) ma neppure con carne poco snervata e tagliata grossolanamente.
    Magari adesso hanno aggiustato il tiro, ci tornerò ma da quello che sapevo l’idea era quella di utilizzare prevalentemente il quarto anteriore ossia quello che ha meno mercato essendo appunto la proprietà un produttore diretto.

  3. Si dai tutto bello, tutto bello e sul vino se la giocano sei aziende; una carta vini che sembra il catalogo natalizio della Metro.
    Dici che si incaxxano se mi porto il vino da casa ?

  4. @simone
    Il problema del vino è che sempre di più, in tanti posti, si tende a eliminare le etichette per il vino sfuso. Meglio dare fiducia, poco a poco arriveranno anche loro..

  5. @ Arturo @ Leonardo

    Ma io trovo all’altezza tutti i vini, compresissimo Calcinaia. Quello che non capisco/approvo è il completo disinteresse per la ricerca.
    Accanto a tutti quei vini “famosi” dovrebbero proporre qualche cosa di loro gusto, ma non “scontato”per soddisfare anche quei clienti (come me) che apprezzano allargare gli orizzonti.
    CMQ la fiducia non manca mai, il posto merita, confido nella Provvidenza.

  6. LA MIA DELUDENTE ESPERIENZA AL RISTORANTE LUNGARNO 23:
    Con 25 giorni di anticipo avevo fissato un tavolo per 2 persone in veranda lato fiume, indicando espressamente il tavolo scelto (era un’occasione speciale) mi ero raccomandata anche la settimana prima dell’evento andando personalmente a sincerarmi che avessero capito….la sera della cena arrivo al ristorante e SENZA CHE FOSSI STATA AVVERTITA mi avevano schiaffato da tutt’altra parte in un tavolino dentro il rist. ritenendo più opportuno scegliere di mettere un tavolone di 10 persone al mio posto.. decisamente un atteggiamento che mira a “far numero e soldi” piuttosto che curare il cliente… da figlia di ristoratori ma soprattutto da persona trattata senza il minimo rispetto rimango profondamente amareggiata. Non penso che andrò mai più in un ristorante del genere.