Nel rutilante mondo della ristorazione fiorentina, dove negli ultimi mesi si sono succedute molte novità quali cambi di chef, nuove gestioni di ristoranti e aperture di ristoranti, si è segnalato l’arrivo di Peter Brunel quale chef responsabile di tutta la ristorazione IMG_0111IMG_0112della Lungarno Hotels. Il lavoro è in corso, ci si aspettano novità per la terrazza del Continental Hotel, deve mettere mano al neonato Caffè dell’Oro, ripensare il Fusion Bar del Gallery Hotel ma intanto ha iniziato dal BSJ, il ristorante ammiraglia della compagnia. In inverno aperto solo la sera, da primavera aprirà anche a pranzo con un menu più ristretto, mentre il menu della cena rimarrà sempre quello più importante. Pe ril momento sono due i menu degustazione proposti: la variazione sul tema patata ad 85 euro e i classici di Peter Brunel a 130 euro. Le origini trentine dello chef si rivelano anche sul titolo scelto per la proposta sul tema patata: dubito che uno chef fiorentino avrebbe avuto il coraggio! Da un punto di vista gastronomico, la sfida è divertente e coraggiosa: riuscire a creare piatti diversi e interessanti con un comune denominatore quale il tubero più famoso del mondo non è affatto scontato . Il gioco inizia con uno stuzzichino di benvenuto costituito dalle uova di PaoloIMG_0113IMG_0109 Parisi, servite in un contenitore che simula l’uovo spezzato, con schiuma di erbe di montagna e tartufo che segnano già un percorso non comune nel pasto. IMG_0114IMG_0118Piacevole e curiosa la prima portata, la “patata pietrificata”: si tratta di una patata ratta colata in argilla, servita con maionese al carbone e uova di trota. La cucina , dunque, si esprime su odori e sapori intensi ma non sfacciati, dove il gusto del sottobosco e del terreno prendono il sopravvento. Il primo è molto coraggioso, il “senza farina”, gli spaghetti di patate a pasta gialla, crema all’uovo e guanciale: siamo al limite della cottura delle patate, che per rimanere croccanti devono essere cotte quasi al dente: un pIMG_0120o’ ardito l’insieme. Si riscatta la portata successiva, la “patata al cucchiaio”, una vellutata di patate bianche, uova di salmerino, paprika affumicata e patata soffiata da applausi, adatta a chi vuole sentirsi il palato avvolto e cremoso. Divertenti i “giochi di consistenze” che comprendono la patataIMG_0121 bianca in gnocco e polvere, le chips di patate viola e la guancetta di vitello fondente, cotta nel vecchio stile, con il fondo bruno tirato senza farina, un classico rivisitato di grande effetto. Si chiude con un dolce adattissimo a chi non ama i dessert troppo grassi e cremosi, soprattutto con una dolcezza non sfrenata: sorbetto di patate vitellotte, panna acida, pistacchio, caviale, cioccolato, oro. La parte finale è divertente, con la dama di praline al cioccolato bianco e scuro, le gocce di essenza, la piccola pasticceria. Servizio attento, cordiale, professionale. Alla carta tre portate escluso vini sui 95 euro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento