Per molti è stato il ristorante della domenica. Negli anni Cinquanta o Sessanta, inerpicarsi sulla via Bolognese era un viaggio, di quelli da fare per andare a gustare un po’ di cucina tipica dallo  “e godere dell’aria fresca. I saloni erano grandi, adatti a cerimonie di tutti i tipi, ma anche alle tante famiglie che venivano qui per non “far lavorare” la moglie al dì di festa. Tante le gestioni che si sono succedute, l’ultima c’è da pochi anni, ed ha risollevato un luogo che era fortemente decaduto. Chiaramente è dovuta entrare la pizza per avere successo di pubblico, ma il luogo ha un suo fascino, grazie alle tante sale nelle quali si divide, o per una terrazza che si affaccia sul parco di Villa Demidoff. A leggere il menu non ci si aspetta granchè, è vero, tra vol-au-vent misti tra gli antipasti(sic!) , tortellini panna e prosciutto(ebbene sì, ci sono!) ed il petto di pollo al curry, ma incredibile ma vero altre ricette funzionano, come i mugellani al ragù, gli spaghetti alle vongole, le uova al tartufo. Nota negativa, il fritto: forse appetitoso, ma si farà ricordare a lungo, almeno fino a cena. Servizio affettuoso, quasi materno. Spesa sui 35 euro. Scegliendo con attenzione le portate, ed evitando le serate “Calde” tipo sabato e domenica, può convenire la sosta

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4 Commenti

  1. lo zocchi!!! colpo di scena ci ho lavorato 20 anni fa so che ora è gestito da cinesi notizia falsa? bella vista a tutto campo stupendo il camino dove ci si cucinava il piccione al mattone…ho capito sigh ai tuoi lettori di quello che ho detto non gle ne po frega de meno

  2. mi ci portavano la domenica a pranzo con una carovana di parenti, anche molto lontani. un posto quasi felliniano nei miei ricordi di bimbo. il buffet di antipasti era sterminato ed io in genere non ruscivo ad andare oltre, dopo avre caricato sino all’estremo un paio di piattini. mi ricordo che una volta ci incontrai un amico che ci lavorava senza che ne fossi al corrente, ed appena mi vide mi rivolse la fatidica domanda: “o te che ci fai qui??”. non seppi cosa rispondere….. è una vita che non ci torno