Riportata dai  testi di gastronomia più antichi, quale ricetta adatta ad utilizzare le mele in eccesso, da consumare in inverno, quando la richiesta di calorie si faceva pressante, la cotognata ha avuto un tracollo qualitativo quando la produzione è passata dalle mura domestiche all’industria alimentare. Congegnata in maniera tale da poter essere conservata a lungo e facilmente trasportabile, ha dovuto subire  una trasformazione morfologica non indifferente per essere adatta all’uopo. Ridotta ad un cubetto marrone solidificato ricoperto di cellophane, affinchè potesse costituire la merenda adatta per bambini amanti dei dolci, è stata la fortuna di generazioni di dentisti, grazie alla concentrazione zuccherina in grado di riempire di carie il bambino più assiduo nella pulizia serale dei denti. I medici più avveduti consigliavano di riporla nell’armadietto dei medicinali, affinchè il nonno diabetico potesse evitarla. Scoperto l’arcano, da parte dei vecchietti più smaliziati,  la sua rivelazione fu causa della più grande perdita di dentiere che si registri nel dopoguerra poichè i tapini, una volta addentata, non riuscivano più a staccarla, ed erano così costretti a gettare alle ortiche i denti falsi, per non essere colti in fallo dai figli. Dolce fino all’eccesso, fu oggetto di culto per gastronomi creativi, che arrivarono a teorizzarne l’uso da fusa, quale complemento di torte secche e dolci al cucchiaio. Caduta fortunatamente nel dimenticatoio, è diventata oggetto di scambio ricercato da parte di collezionisti del genere “horror”

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8 Commenti

  1. Curiosità

    Per la mitologia greca il frutto del cotogno, il pomo d’oro dedicato a Era (Giunone) era simbolo di amore e fecondità. Quest’immagine è rimasta immutata anche per le culture che hanno seguito quella
    ellenica, tanto che, quasi fino al secolo scorso, la cotogna ha continuato a rappresentare nelle tradizioni e nei riti nuziali la promessa di fedeltà. Regalata alla sposa, si diceva che rendesse più felice la sua prima notte di nozze e la aiutasse a concepire un figlio di grande ingegno. Ai giorni nostri, solo pochi estimatori di prodotti naturali mettono ancora una cotogna nel cassetto per profumare lenzuola e biancheria, ma tutti conoscono la cotognata, quella delizia da tempo diventata una raffinatezza autunnale dell’arte conserviera.

    Lo so ve ne poteva frega de meno

  2. A me piace molto, non ho mai provato a farla… Ma ne sarebbe felice il mio compagno che guarda caso è dentista!! ;-))))
    Purtroppo quelle che si trovano in commercio sono davvero terribili.. a torino c’è un maitre chocolatier che ne prepara una davvero deliziosa.. gabriele majolani di odilla chocolat!
    p.s.grazie marco, non ero a conoscenza di queste curiosità sulla cotogna… il problema ai giorni ns è trovarne di buone e che profumino!

  3. Ti garantisco che a partire dalla secondo ora quando si è in bicicletta, aiuta moltissimo 🙂 Sempre che non si sia amanti di quelle barrette a sorpresa.
    Loste

  4. @marco
    l’uso quale profumo di biancheria mi alletta non poco ma ha ragione sandra, oggi trovarle profumate è difficilissimo
    @sandra
    Quante versioni di cotognate ci sono nella sala d’aspetto del dentista:-))))
    @stefano
    In realtà per me rimane orrida…ma capisco che possa piacere
    @tommaso
    Poi proverò ad assaggiare quella che mi consigli…ma la vedo dura
    @daniela
    Ciao e benvenuta. Come si fa a contattarti? Non hai mail sul sito. La versione cotta ma non dolcissima, forse forse..