Rifletto , a volte, come la comunicazione gastronomica possa passare attraverso le strade più disparate: chi apre un ristorante ha vari modi di farlo conoscere, indubbiamente il passaparola rimane il metodo migliore, sia tra amici che tra colleghi giornalisti. C’è chi si dota di un PR ufficiale, chi invece fa leva sulle conoscenze acquisite nel corso degli anni. Nella sonnolente realtà fiorentina, nell’ultimo anno sono nate alcuni ristoranti, gestiti da giovani, che fanno ben sperare. E quindi, dopo Pane e Olio, la Bottega del Buon Caffè e il Santo Graal,anche la provincia si sveglia e all’improvviso scoppia il fenomeno Tre Lune a Calenzano, un ristorante che, dopo aver superato gestioni che non sono riuscite a conquistare il pubblico, è ora nelle mani di tre giovani molto promettenti, con alle spalle un background di esperienza di tutto rispetto. Il primo a parlarne è stato Aldo Fiordelli nel suo blog, poi come un ‘onda impetuosa sono arrivate le recensioni di Alberto Lorenzini, Stefano Caffarri, Luigi Cremona, Massimiliano Tonelli per il Gambero Rosso, e poi ancora Luca Canessa per Passione Gourmet. Se avete tempo leggetevi bene tutte le recensioni, sono molto IMG_2041educative: mi è piaciuta l’intervista a Matteo Lorenzini, che è il titolare, insieme a Ilaria di Marzio, pasticcera e responsabile attualmente della sala e Tommaso Verni. Mi ha colpito il percorso di Matteo, che è uscito dalla scuola dove insegno e che è riuscito ad andare a lavorare al Louis XV di Montecarlo: mi piacerebbe portarlo a scuola dai miei alunni,che quest’anno faranno la quinta ed avranno di fronte uno che ha dimostrato di potercela fare, grazie alla forza di volontà unita a capacità e impegno. Sono IMG_2043rimasto stupito che tre ragazzi giovani e inseriti in un contesto gastronomico di alto livello abbiano avuto voglia di: 1) fare impresa 2) farla in Italia 3) farla in provincia di Firenze. Forse il richiamo delle radici, il voler dimostrare che anche in casa propria si è capaci di incontrare il gusto del pubblico, sta di fatto che è veramente difficile trovare un locale nel quale oggi si mangia ad un rapporto qualità prezzo di questi livelli: menu degustazione a 30 e 50 euro è una vera avventura. I piatti: ravioli freddi di panzanella e minestrone tiepido profumato al basilico; gnocchi jus di carne, santoreggia e funghi di stagione; foie gras, vino rosso e ciliege,astice marinato allo zafferano, pesche saturnine e tortellini con le “pinze”. Tutti tecnicamente perfetti, con quel pizzico di “anima e sentimento” da aggiungere che arriverò con il tempo: partire in questo modo è come avere 20 metri di vantaggio nella finale dei cento metri alle Olimpiadi, l’importate è arrivare in fondo. Carta dei vini molto “in progress” ma al momento meglio concentrarsi sul cibo. Giudizio: vale il viaggio per vedere come muove i primi passi, all’inizio, quello che può diventare un grande locale

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4 Commenti

  1. caro Romanelli,
    sono stato alle Tre Lune dopo un consiglio di amici e, superata qualche rigidità nella gestione della sala, ho trovato il posto davvero una sorpresa felice, che lascia quasi a bocca aperta.
    condivido completamente il suo commento: abbasso le sonnolenze cittadine, diamo spazio ad iniziative ambiziose, ma non pretenziose, come questa.
    cordialmente, CZ

  2. al momento mi sento, pure io, di suggerirlo, dopo un avvio un pò ad ostacoli sembra abbiano trovato il ritmo giusto, a Travalle
    😉
    ti vorrei segnalare un’imprecisione: la BBC di via pacinotti è attiva ed operativa, come da tale, da svariati anni !