Lo so, in questa scelta non sono stato “politically correct”: in molti avranno storto il naso a leggere questa ricetta, altri avranno pensato che forse non è più possibile farli…I roventini sono una sorta di crepes preparate con il sangue di maiale, che una volta erano venduti per strada, come oggi il panino con il lampredotto. Si friggevano nello strutto, poi si cospargevano con pecorino e si mangiavano strada facendo. Il colore e l’odore non sono attuali: nessuna lucentezza, nessun aspetto attraente, poi il profumo lascia interdetto colui che non lo ha mai assaggiato. E quindi perché riproporli? Per il rischio di perderne completamente la memoria, considerando che per oro non c’è stato nessun tipo di rivisitazione, anzi. Tecnicamente, è difficile prepararli per la difficoltà nel reperire il sangue di maiale fresco che, giocoforza, deve essere poi utilizzato in tempi brevissimi, ma come per tutte le cose, volendo, è possibile. Magari sarebbe interessante pensare a come poterli riproporre oggi, in versione moderna: antipasto con del formaggio? Piatto unico? Gratinati in forno coperti di besciamella? Provoco, d’accordo, ma il sangue di maiale viene ancora messo in alcuni piatti vivi e vegeti tipo il mallegato pisano o il buristo senese. Non che vogliamo diventare tutti novelli Dracula, ma fissare nella memoria un gusto è compito di ogni buongustaio che si rispetti!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento

  1. Il roventino – quantunque in versione inglese e con il nome molto meno appetibile di “torta di sangue” – l’ho riassaggiato a Londra l’anno scorso: http://troppatrippa.blogspot.com/2013/10/trippa-fritta-al-ristorante-st-john.html

    Un vero tuffo nel passato che mi ha fatto tornare con la memoria a quando, assieme al collega del mio babbo, era tradizione ammazzare il maiale e festeggiare l’avvenimento conviviale con la degustazione dei roventini, dopo aver “imbudellato” le salsicce.