Sono finiti da un pezzo i tempi della pizza e birra o della pizza e Coca: gli usi e costumi enogastronomici sono cambiati, le pizze sono diventate veri piatti gourmet sfoggianti elementi sofisticati e talvolta con impasti e cotture diversi; abili virtuosismi di pizzaioli che nel tempo si sono sperimentati sulle diverse possibilità di proporre un piatto considerato da sempre semplice ed economico.

Ebbene, la tradizionale pizza è sempre in auge ma la carta vincente, per chi ha le mani sempre in pasta, è proporre e stupire con preziose preparazioni e materie prime di alta qualità.

Vecchio e il Mare e FontezoppaE’ il caso di Mario Cipriano che a Il Vecchio e il Mare trova sempre spunti originali e di altissimo livello, frutto di studi approfonditi negli anni, che gli hanno permesso di conquistare il podio tra i migliori pizzaioli in Italia. E’ stata una serata in concerto con le Cantine Fontezoppa di Civitanova Marche in provincia di Macerata, azienda selezionata da Pasquale Naccari (socio anch’egli de Il Vecchio e il Mare), a creare una sinfonia tra pizza e vino.

Vecchio e il Mare e FontezoppaLe Cantine Fontezoppa producono vini biologici “sono allergico ai solfiti, perciò i miei vini ne hanno sempre sotto la soglia stabilita dalla legge”, così racconta il produttore Mosè Ambrosi presentando i suoi vini, “inoltre i lieviti presenti nei vini non vanno in conflitto con quelli della pasta della pizza, quindi aiutano la digestione anziché ostacolarla come potrebbe fare una birra”. Mosè fa i vini con il cuore, è così che comunica la sua passione, ama la sua terra ed invita chiunque a visitarla, perché è una parte del centro Italia non del tutto conosciuta, così ricca di storia e di una natura ancora incontaminata.

“I luoghi non possono mai fare a meno della storia e così questa terra è stata scelta per il carico di tradizione, di passione, di sapienza che la contraddistingue.”

 Ebbene sì, per conoscere un’azienda, un vino e chi lo fa è necessario andare sempre a scoprirne i vizi e le virtù, perché ogni luogo dove si produce vino ha sempre una storia da raccontare.

Vecchio e il Mare e Fontezoppa

Una montanarina con baccalà, uvetta, pomodori piccadilly al forno e nipitella ha aperto le danze della serata, e gli ospiti, ancora timidi e trattenuti da una buona educazione, si sono prodigati a mangiare con coltello e forchetta; quella che un tempo era consumata, pare, dai contadini che venivano dalle montagne intorno Napoli – da qui il nome – e divenuto, successivamente, uno street food economico e sfizioso. Una pizzetta fritta, farcita con pochi ingredienti e che oggi, per fortuna, è tornata sulle tavole di molti.

Vecchio e il Mare e FontezoppaL’abbinamento con un metodo charmat della Cantina Fontezoppa Annibal, un rosato da uve Lacrima Nera in versione brut, è stato leggermente coperto dall’aromaticità del baccalà, sebbene sia stata una gradita e spumeggiante entrée.

Vecchio e il Mare e Fontezoppa La pizza al vapore con crema di bietola, triglia, perle di parmigiano e malva è stata un tripudio di sapori di mare spalleggiati dalla freschezza erbacea, ottimo connubio con

Vecchio e il Mare e Fontezoppa la Jajà Passerina Marche IGT dalle note fruttate e minerali ben esposte, così da supportare l’aromaticità della squisita triglia.

Vecchio e il Mare e FontezoppaJoco Pecorino DOC, dalla deliziosa etichetta, è stato un altro bel supporto per la

Vecchio e il Mare e Fontezoppapizza, a cottura tradizionale, con genovese di tonno e chips di bietola – fantastica! -: il vino dai caratteristici aromi erbacei, ha sorpreso per la fruttata variegata fragranza di pesca gialla e ginestra, un sorso caldo e iodato che è andato a braccetto con la struttura importante del piatto, apportando freschezza e note saline al palato.

Vecchio e il Mare e FontezoppaSi è svoltato con il rosso Pepato Serrapetrona DOC per accompagnare una

Vecchio e il Mare e Fontezoppaschiaccia alla pala sormontata da gulasch, verza e patate. Le mani ormai hanno preso il posto delle posate ed il morso è dritto e croccante, una goduria di sapori intersecati dalla corroborante pietanza che trova un contenitore nella croccante schiacciata – o pizza bianca che dir si voglia – dove il Pepato Serrapetrona DOC rimane un passo indietro per una persistenza non all’altezza del piatto.

Il dulcis in fundo non poteva mancare, ed attraverso la Vernaccia di Serrapetrona – spumante dolce DOCG – si apre un mondo di profumi di frutti di bosco, speziature intense anche di pepe nero, il sorso è netto e pétillant con una dolcezza non prorompente, volta piuttosto alla croccantezza di un frutto scuro come la mora. La vernaccia di Serrapetrona è un vino versatile, ottimo come aperitivo e da provare anche con salumi e formaggi nella sua versione secca. Una perla marchigiana non del tutto conosciuta e che merita begli spunti per approfondimenti enoici.

 

 

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