Lo so, la mamma è sempre la mamma e quindi le si perdona ogni cosa. Passo ore a declamare la mia idiosincrasia nei confronti di ingredienti sbagliati, di prodotti utilizzati troppo di frequente nei piatti, di cibi rovinati da un impiego sbagliato di materia prima..e poi arrivo al purè di mia mamma, che ha 81 anni e lo chiama “patate mascé”…continuando ad affermare solenne che il burro è pesante, che non può mangiare il solito puré poichè indigesto ma le patate mascé sì..proprio perchè elimina il burro e il latte ma impiega la panna..indubbiamente più leggera:-)))). Ed io, non resistendo al richiamo dei sapori dell’infanzia, ne mangio a quintali, pur meditando sulle conseguene del gesto..sono tanto buone!

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11 Commenti

  1. Quello della mia mamma invece lo chiamo semplicemente purè vero di patate vere. 🙂

    Meglio non dimenticare le ricette del buon cibo fatto in casa, e vi assicuro il purè di patate delle bustine acquistabile al supermercato non ha assolutamente nulla a che fare con quello semplice semplice che si può preparare da soli. Lessate le patate e passatele nel passatutto, preparate una abbondante manciata di parmigiano grattugiato, del burro, del latte, sale, pepe e ingrediente fondamentale noce moscata macinata.

    Accendete il fuoco sotto una pentola alta con un filo d’olio e lasciate per soli trenta secondi mezzo spicchio d’aglio non a soffriggere, anzi neanche ad imbiondire, deve solo profumare. Togliete lo spicchio, mettete le patate passate e aggiungete il burro e il latte un po’ per volta: più ne mettete più diventerà fluido. Continuando ad amalgamare aggiungete il parmigiano grattugiato e aggiustate di sale e pepe. Un’ultima spolveratina di noce moscata macinata ed il purè vero di patate vere è fatto.

    Saluti

  2. […] .. leggende metropolitane : anarchiconapoletano Torino e le leggende metropolitane | TORINO MAGICA Quinto quarto » Le patate mascé di mia mamma.. Il colore dei pensieri : The Novecento’s Post© Barack Obama è il figlio segreto di […]

  3. a) ricordiamoci di invitare gli amici !
    b) sinceramente, dal punto di vista energetico tra burro e panna differenza non c’è: ovviamente se ci si lascia scappar la mano con la panna perchè è liquida, tutto cambia . . . .

  4. A parità di peso il burro è più calorico 83% di grasso contro il 33% ca. della panna.
    Niente formaggio, ma molto burro e pepe bianco.
    Importante, mai le patate nel frullatore o passatutto, bensì nell’apposito schiaccia patate; il movimento circolare dei suddetti strumenti aumenta la collosità della patata con il risultato di perdere la preziosa sofficità, vanto di un ottimo purè.

  5. @Leonardo
    Ok 🙂 allora tolgo il primo “vero”, mi basta che siano vere le patate, intendo dire che la ricetta cominci da patate vere da bollire ed arricchire. Ho amiche che ancora si ostinano a presentare purè da buste varie ai propri pargoli… brrrr, mi vengono i brividi!

  6. Io fondamentalmente faccio bollire lle patate. le sfracchio. aggiungo parmigiano, burro, latte, sale, pepe, noce moscata e mischio….l’unico vezzo che mi concedo e’ quello, una volta mischiati gli ingredienti e quando il pure’ e’ divenuto cremoso…..di dargli una bottarella di un minutino con la frusta per fargli incamerare aria e montarlo leggermente ccosi’ da renderlo piu’ soffice e cremoso…

  7. grande mamma Romanelli!!! anche mia nonna (che peraltro è sempre stata una pessima cuoca) le chiama patate mascé (perché il raffinatissimo lessico vetero-fiorentino attinse anche dal francese…però un’amica francese inorridì quando sentì parlare di “patate masticate”)…
    scusate ma sulla panna non sono d’accordo e poi ovviamente se non metti latte né burro devi metterci parecchia panna e le calorie allora si pareggiano.
    io le faccio cuocere già a pezzi in un misto di acqua e latte, salato. lo so che sarebbe meglio cuocerle con la buccia ma così faccio prima, i pezzi sono già pronti per entrare nello schiacciapatate e poi riutilizzo la pentolina per il purè (che deve essere “vero” ma anche pratico, perché tanto tempo non ce l’ho mai)

  8. @ Jazia, @ Piero: masce’ deriva dal termine inglese “mashed”, infatti “mashed potatoes” nella lingua anglosassone significa proprio pure’ di patate. Masce’ dunque non è altro che un italianismo dell’inglese “mashed”. Ma non è chiaro a quando si deve l’arrivo del termine tra i modi di dire italiani. Sembra che masce’ sia tipico del dialetto toscano, quindi è possibile che il termine sia stato acquisito intorno al 1600-1700 a Livorno, dove esisteva una fortissima presenza inglese, testimoniata ancora oggi da palazzi e residenze. Di certo, l’italianismo è stato poi rafforzato nell’immediato dopoguerra, grazie alla presenza masiccia di forze militari americane sul litorale toscano, ancora una volta nella stategica Livorno e zone limitrofe.