Uno legge le degustazioni di un vino e talvolta si mette a ridere; capita, quando si eccede in comparazioni improbabili, termini roboanti, definizioni altisonanti, fatte solo per stupire il pubblico. Oppure lo stesso si annoia: sono le degustazioni schematiche, molto tecniche, utili a chi deve iniziare a capirci qualcosa, a fondamentalmente pallose, affatto invoglianti al consumo di un vino che, solo alla fine, scopri buonissimo. Magari chi lo descrive nemmeno ci  mette un po’ di pathos, non riesce ad essere coinvolgente nemmeno per sbaglio. Infine, ci sono le parole, non dette, quelle scritte sui taccuini, o nascoste nei file di Word del computer, dove si tratteggia la degustazione al momento dell’effettuazione,  un po’ come fa il pittore quando dipinge, lo scrittore quando abbozza un romanzo, lo scultore che deve cercare di ricavare dalla pietra l’abbozzo della scultura. Sono spesso parole off limits, non pubblicabili, soprattutto su una guida o su una rivista; magari edulcorate in maniera decisa possono aiutare a rendere la lettura più lieve ma sono difficili da riproporre. Nel caso di vini buoni, si comincia ad anelare a pratiche onaniste, elevazioni spirituali, raggiungimento di orgasmi spirituali ma anche materiali, dove il buon D’Annunzio potrebbe dalla tomba rimanere contento di tanti suoi piccoli seguaci. Nel caso di vini cattivi, i termini portano all’abiezione più oscena, con descrizione di quello che potrebbe essere l’utilizzo dello stesso vino in situazioni non abituali alla bevuta a tavola, senza dimenticare aggettivi dei meno urbani per far capire quanto non si ritengano i vini di una qualità corretta. Fortunatamente l’insieme rimane  raccolto in “camera caritatis”, onde evitare lo sviluppo di polemiche che potrebbero diventare lunghe e dolorose. Non ci resta che capiti, una volta, lo smarrimento di un blocchetto per gli aficionados degli amanuensi, o lo sbaglio di invio di un file per i più tecnologici: si aprirebbe uno spaccato della vita del degustatore meno grigio e monotono del profilo attuale!Credits winesurf.it

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