30 anni e non sentirli: un tempo che per il vino può essere considerato anche modesto, ma nella vita di una persona sufficientemente lungo per fare un primo bilancio. Al timone dell’azienda una donna, Cinzia Merli, che era al fianco del marito Eugenio quando, nel 1983, decisero di lasciare l’attività di commercianti, ereditata dai genitori di lui, per lanciarsi in quella che che, all’epoca, veniva considerata una vera e propria avventura: diventare produttori di vino partendo da zero. Tante le sperimentazioni compiute nel corso degli anni ed oggi, pur non essendo ancora sopita la voglia di reinventarsi e tentare nuove strade, la decisione è quella di produrre i vini “premium” ovvero i top della gamma, solo come monovitigno ovvero cabernet franc, merlot e syrah. Le Macchiole esalta le caratteristiche del territorio producendo vini originali, frutto di continui miglioramenti in vigna e in cantina. Oggi i vigneti dell’azienda hanno densità che raggiungono anche i 10.000 ceppi per ettari e la viticoltura è condotta seguendo i principi della coltivazione biologica. “Anzitutto per rispetto di chi ci lavora”, ricorda Cinzia. A seguirli è suo fratello Massimo che lavora a tempo pieno in vigna, mentre in azienda operano anche i figli di Cinzia ed Eugenio.I vini Le Macchiole sono 5: Paleo Bianco, Bolgheri Rosso, Paleo Rosso, Scrio e Messorio. Ognuno è dotato di una personalità diversa, ognuno espressione di una vocazione del territorio, ognuno frutto del rispetto del vigneto e di chi ci lavora. Per chi capita al Merano Wine Festival, una visita potrà essere utile per assaggiare il Paleo Rosso, un vino nato come uvaggio di cabernet sauvignon e sangiovese, diventato oggi cabernet franc in purezza. Così lo definisc la proprietà. “Un vino elegante, pulito, con un ingresso preciso, di carattere forte. Paleo rappresenta uno stile di bere, non omologato, che accomuna chi ama i vini ricchi di personalità. E’ un vino che, nonostante la sua diversità, è riuscito a mantenere un legame forte con la sua origine, con il territorio facendosi strada anche nel cuore dei più diffidenti.” Buon assaggio allora!

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