In questi giorni belli pieni, dove passo dall’esame di maturità al mattino agli assaggi per la guida dei vini del Gambero Rosso, mi arriva la mail di Carlo Macchi legata al sito da lui curato, “Winesurf”, nella quale annuncia che sono già pubblicati i risultati degli assaggi fatti dalla commissione  della rivista on-line in Alto Adige, aggiungendo anche che la notizia arriva con tre mesi in anticipo rispetto alle guide cartacee. La cosa mi ha colpito, è stata la prima volta che vedevo sfidare in maniera diretta l’establishment guidaiolo, del quale anche Carlo ha fatto parte, prima come responsabile Slow Food e poi fondando la guida “Vini buoni d’Italia”. Non sono stato l’unico, visto e considerato che gli amici di Intravino gli hanno subito dedicato un post, con risposta piccata di Filippo Ronco dove rivendica la primogenitura della guida dei vini su Internet. In breve, ci sarà futuro per le guide dei vini on line? Secondo me per ora no, come fa notare giustamente Alessandro Morichetti, chi paga per tutto questo? La guida cartacea si vende e all’interno contiene pubblicità, quella on line non riesce, per ora ma credo per molto, ad avere sufficienti risorse dalla pubblicità per coprire le spese. E poi, fino a che non si faranno contenuti facili da leggere anche sui palmari difficile che uno rinunci al librone da tenere in macchina da consultare rispetto a finirsi la vista nell’individuare un vino rispetto ad un altro. Intanto continuo ad assaggiare vini in Toscana e non mi dispiace essere seguace di Seiwert Lothar J., autore di “Elogio alla lentezza”, avere un po’ più di calma nel degustare i vini, c’è sempre la possibilità di dare loro un’altra prova se non sono andati benissimo alla prima. In fondo , sono sempre un professore e i vini sono come gli alunni..

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Un commento

  1. Caro Leonardo,

    riporto anche qui il commento completo che ho inserito su Intravino perché la mia non era affatto una risposta “piccata” a Macchi come tu la descrivi ma una precisazione che credo fosse doverosa nel rispetto dei soggetti che diedero vita a quel progetto nell’ormai lontano 2002:

    “Meno male che internet non dimentica niente.
    In realtà…omissis…l’idea fu di Maurizio Taglioni di laVINIum che, nell’ordine, coinvolse prima Luca Bonci de l’AcquaBuona, poi me con TigullioVino e dopo ancora WineReport che tuttavia non entrò mai veramente nel progetto proprio come tu stesso (Franco Ziliani a cui rispondevo sul post originale su intravino ndc) riporti. Se qualcuno volesse leggere la vera storia de l’Altraguida, la trova qui (molti link non funzionano più perché il sito – purtroppo – non esiste più):
    http://www.tigulliovino.it/laltraguida/laltraguida_storia.htm

    Tutta la verità, nient’altro che la verità 🙂
    E i miei migliori auguri a Carlo per il suo progetto.

    Ciao a tutti, Fil.