Incontro Francesco Ricasoli a un pranzo durante il quale vengono presentate le 4 Gran Selezioni del Castello di Brolio.

Provo una certa emozione perché ho la consapevolezza di avere davanti a me la storia, quella con la s maiuscola, che racconta di illustri personaggi come Bettino Ricasoli, figura politicamente di rilievo per la storia d’Italia ma anche colui il quale ha ideato e definito la “ricetta” del Chianti Classico dopo la metà del XIX secolo: sangiovese, un po’ canaiolo e due gocce di malvasia, a quanto viene riportato dagli stessi discendenti.

Il Castello di Brolio, a Gaiole in Chianti, è un vero protagonista: edificio di bellezza incredibile, i cui saloni raccontano di vicende italiane, di personaggi storici, di cultura in un periodo di rilievo della Italia..e anche di vino sicuramente!

Tutto questo viene impersonificato da Francesco Ricasoli : non posso fare a meno di vedere davanti a me anni di vicende che si susseguono nella mia mente un po’ incantata, mentre illustra la storia dell’azienda.

Il suo racconto narra di aneddoti, di ricordi della sua infanzia, come quando scappò a piedi dal castello per arrivare fino a Firenze, o quando dormiva ogni sera in una stanza diversa per scoprire l’effetto che faceva: sono elementi che introducono alla sua  passione e dedizione odierna, quella del vino, o più precisamente del Chianti Classico.

Francesco, nel 1993 prende in mano l’azienda, durante un momento di difficoltà, e con forza e determinazione inizia a puntare esclusivamente alla qualità del prodotto per risollevarla, con attenzioni maniacali in vigna e in cantina.

Ricerca, sangiovese, terroir, viticultura di precisione e sostenibilità: su questi pilastri si fonda l’idea di vino del Castello di Brolio.

Il focus è da sempre direzionato sul sangiovese, declinato sulle specificità del territorio e inizia, con un team attento e selezionato, a concentrarsi sul concetto di zonazione, diventando tra i primi vignaioli a produrre vini come espressione dello specifico suolo, arrivando nel 2019 ad utilizzare solo lieviti di produzione propria, un passaggio molto significativo.

“Quello che ho sempre cercato di preservare è stato il know how del mio team, evitando il più possibile cambi di collaboratori senza dover ricominciare le conoscenze da zero e in questo credo ancora molto” racconta Francesco. “Per preservare quella che è stata la nascita del Chianti Classico proprio grazie a Bettino. Penso fermamente che la mia famiglia abbia il dovere e il piacere di ricordare e tramandare”.

Il 2024 inoltre è un anno importante che celebra i 100 anni del Consorzio e i 10 anni della Gran Selezione sulla quale i produttori stanno puntando sempre di più . Anni cruciali per la denominazione, nei quali Ricasoli è sempre stata protagonista: il nonno di Francesco, Luigi Ricasoli, nel 1924 fu uno dei fondatori del Consorzio del Chianti Classico mentre 90 anni dopo proprio Francesco diventa uno dei più grandi sostenitori della nascita della Gran Selezione che ad oggi l’azienda propone in 4 diverse etichette.

Il Castello di Brolio Chianti Classico Docg 2022 fa da apripista agli assaggi:

Scende vivido nel calice, allegro e limpido, mostra subito la sua schiettezza come il sangiovese della tradizione. Luminoso e limpido, rosso rubino scarico che aumenta la sua sincerità. Rosa e viola fresche iniziali, naso intenso di sottobosco a seguire cenni balsamici, rimandi di terra. Pulito al palato, entra sottile e preciso, chiude piacevole grazie ad un tannino ben amalgamato.

Colledilà Chianti Classico Docg Gran Selezione 2021

Veste un rosso rubino con qualche sfumatura aranciata, bellissima luce che lo arricchisce.

Naso diretto e pulito, amarena immediata con un rimando alla mandorla, arancia sanguinella e chiusura mentolata, poi speziatura di caffè e qualche sussurro di vaniglia. Assaggio vivace, grazie anche a un tannino teso che accompagna verso un finale sapido e persistente.

Roncicone Chianti Classico Docg Gran Selezione 2021

Affascinante il colore, mostra intriganti sfumature granate, consistente. Potente e intenso al naso, si esprime con sentori di frutti rossi maturi e rosa in appassimento, erbe e speziatura piccante di pepe. Conferma la sua finezza anche al sorso dove si manifesta vivace e sottile, con un tannino integro e una decisa persistenza.

CeniPrimo Chianti Classico Docg Gran Selezione 2021

Luminosissimo con rimandi granati, naso preciso e vivacemente intenso che rimanda a ricordi di petali di rosa rossa, ciliegia, agrume, alloro e accenno di sottobosco, poi speziatura di chiodi di garofano e un finale balsamico molto piacevole. Di bella struttura, intriga il sorso con un tannino magistralmente aggraziato e il palato si riempie dopo un un’entrata sottile e intrigante. Lungo e elegante, conduce verso un finale armonico e davvero molto raffinato, forse il migliore assaggio tra quelli proposti.

Castello di Brolio Chianti Classico Docg Gran Selezione 2021

Rosso rubino pieno e limpido, di bella consistenza. Elegante al naso, frutta rossa matura, viola e rosa rimandano ad una chiusura speziata dolce. Ingresso in bocca inizialmente dolce e delicato per poi esplodere in una sapidità degna di nota, con un tannino deciso ma setoso che conduce verso un finale di armonica persistenza.

Castello di Brolio Sanbarnaba 2021

Una doverosa eccezione in mezzo a tutti questi rossi, il bianco ottenuto da uve Trebbiano, un impianto del 2003 sovrainnestato a trebbiano nel 2018.

Con  la vendemmia 2020 nasce un prodotto nuovo, inteso come alter rego del primo vino dell’azienda al quale si ispira per il nome e per l’etichetta. La volontà è quella di riuscire a dare valore al Trebbiano interpretato però con metodi innovativi. Proviene da vecchie vigne sul suolo arenario e la vinificazione avviene in anfore toscane in cocciopesto per poi macerare sulle bucce e affinare in anfora e tonneaux.

Si presenta con un un coinvolgente giallo paglierino verso il dorato, ha sentori di ginestra e frutta matura, poi miele, erbe aromatiche molto intense e chiusura di vaniglia. Al sorso morbido, avvolgente e comunque fresco, chiude armonico e persistente. Quasi un rosso con tannini, come un blues cantato da un un interprete bianco, Tom Jones o  Amy Winehouse che rimandano a Sweet Home Chicago.

Ognuna di queste Gran Selezioni racconta il Sangiovese e l’annata 2021 in maniera distintiva, ma differenziata dai suoli dei vigneti, che hanno caratteristiche diverse tra loro, mentre la vinificazione è per tutti uguale. Questa è la vera espressione di vini territoriali e individuali, che raccontano di un terroir che fa da cornice ad un quadro diverso per ogni racconto.

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