L’immagine classica è quella della signora che fa la torta e, dopo aver versato l’impasto nello stampo, pulisce accuratamente la zuppiera con le dita, salvo poi infilarsi le stesse in bocca per una pulizia accurata. Ma spesso l’abitudine è quella di inzuppare il dito nelle salse che vanno cuocendo per vedere se sono salate al punto giusto, la mano affonda nella crema densa per valutare la presenza di vaniglia, l’indice e il pollice si intingono nello spezzatino per  afferrare il pezzetto di carne. I cuochi più fashion hanno un cucchiaio per ogni piatto da assaggiare , oppure un getto di acqua bollente per pulire accuratamente la posata dopo ogni assaggio. Quanto è ancora in voga utilizzare il mestolo di legno per assaggiare i piatti?

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6 Commenti

  1. ma non ti scotti se afferri la carne dello spezzatino con le dita?
    Io dopo la dieta ho perso l’abitudine di assaggiare, ma se son costretta uso il cucchiaio…..salvo se faccio un dolce alla nutella…allora li il dito affonda e non per caso!
    Una me la concedete?
    Ciao…buona serata!!!
    Martina

  2. ma si parla di cucine professionali o casalinghe? nella mia io assaggio tutto e con ogni metodo: dita, cucchiaio ecc… se agli ospiti non va bene…pace!

  3. Io uso questo metodo: utilizzo i mestoli di legno per cucinare. quando devo assaggiare, col mestolo tiro su il pezzettino in questione e poi lo assaggio servendomi di un altro mezzo, posate o mani che siano.

    saluti

    Marco

  4. La penso come Martina… ad infilare le dita per afferrare pezzetti di carne non ci si brucia?
    il cucchiaio, se la pietanza in pentola lo richiede, è sempre quello in legno, come mia nonna. e se per qualche motivo sono costretta a toccare il cibo con le mani mi lavo prima e dopo. Non perché sono igienista è che so’ proprio schifignosa :-))

  5. Un cuoco professionale dovrebbe evitare di immergere le proprie dita nei cibi, anche se le dita in questione rispondono a tutti i criteri di pulizie imposti dalla buona regola e dalle regole ufficiali (mani pulite, unghie cortissime, niente vernice per le signore, ec…), però è ovvio che nel segreto della sua cucina (spesso relativo vista la presenza di colleghi…), qualcuno immerge le dita, il cucchiaio di legno o di metallo che poi lecca e reimmerge, e pulisce i bordi con il dito o un angolo del grembiule o del “torcione” sporco.
    Tutto questo comporta un rischio grosso: trasmissione di bacilli, e non andrebbe fatto. E’ così semplice usare un cucchiaio di metallo che poi si butta nel lavello dello sporco, un pezzo di carta da cucina per pulire un piatto in partenza, uno strofinaccio pulito se la carta manca…Ma è tutta questione di etica personale, come tutto ciò che riguarda l’igiene collettiva…il prof. Romanelli lo saprà bene…