E’ un luogo che ha fatto la storia della gastronomia recente: compie quest’anno il 40°anniversario e rimane un incanto il visitarla: la strada con i cipressi, e poi la chiesetta che si eleva al centro dell’ampio cortile, con il porticato a fare da corollario sono immagini ce rimangono scolpite. Insomma, se non è il cibo il motivo del viaggio, conviene davvero una deviazione. In estate è possibile mangiare nella terrazza coperta in parte, altrimenti nelle sale interne, con le antiche mura a ricordare tutta la storia che ci è passata all’interno. Si parte con la seppia marinata abbastanza lieve al gusto, senza grandi profumi, più ricco e gustoso il passato di peperone con pomodoro e crostini piccanti. I ravioli di melanzane con pomodoro crudo sono leggermente acquosi, risulta invece corretto e sapido l’agnello glassato al timo con salsa del suo fondo. Si chiude con un semifreddo di caffè con salsa nocciola gradevole. Servizio cortese e attento, carta dei vini concentrata sui toscani, ma non mancano etichette di fuori regione. Sui 50 euro per tre portate

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