Ora che siamo in tempo di crisi va di moda parlare di riutilizzo di ingredienti desueti, recupero degli scarti, “invenzione” di nuovi piatti tramite gli avanzi del frigorifero…messa così, non suona molto bene, è vero, ma se pensiimo alle polpette fatte con il lesso avanzato già l’idea assume una connotazione piacevole. Ultimamente, mi sono trovato a vedere in tv o leggere ricette preparate con “le bucce dei baccelli”, il nome fiorentino della fava (poi qualcuno vi spiegherà perchè a Firenze non è bene chiamarla così..) oppure con un prodotto che inizia ad essere di stagione come le foglie dei ravanelli. Che dire? Non ho mai assaggiato le pietanze in questione ed è quindi buona norma non dare giudizi  affrettati ma, mi chiedo, è proprio necessario? Anche in tempo di guerra i nonni dicevano che il caffè fatto con la cicoria non era poi così male ma provate a chiedere quale preferivano bere..

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8 Commenti

  1. la fava in fiorentino è la figa vero!!! poi mi spiega come avete abbinato le due cose…comunque un amico comune mi ha detto che le piace comprarsi le fave e sputacchiare la buccia a mo di lancio…troppo forte…professore lei ha una età per queste cose…i suoi 54 anni pesano su via… epoi se lo sa la fadda che fa ste cose….. a proposito a roma non vada sempre di fretta quando un marmiton la saluta non faccia finta di non riconoscere…. che fa come bonilli che se lo vedi per strada lo saluti e gira il capo….
    scherzo professore sono un monello

  2. @marco
    Sbagliato! La fava è altro si informi marmiton! :-))Poi, ti ringrazio che mi togli così tanti anni ma veleggio sui 60 oramai..E per roma scusami ma non ti ho davvrero visto non sono io quello che non saluta!!

  3. le bucce tagliate a julienne le ho mangiate qualche giorno fa al santo bevitore insieme a ravioli di marzolino e salsa di pomodoro. all’inizio ho pensato che fosse una bella decorazione..poi in realtà mangiate con il resto erano più che apprezzabili

  4. la fava è quella cosa che ha l’uomo tre palmi sotto il mento…… è una vergogna chiamarlo con un nome femminile …la fava su via….. la passerina da voi è un vino?

  5. Esimio caro
    provenendo da quel di Siena ed appartenendo al sesso Femminile non mi prolungo sul termine toscano”fava”, che a Siena prende anche altre connotazioni se accompagnato da “diaccia”.
    Vorrei dirle che le foglie dei ravanelli freschi non troppo grandi sono speciali crude in insalata, così come le prime foglie della pianta del baccello prima che si colori dei fiori bianchi.
    Squisiti sono i primi baccellini,non più lunghi di 8-9 cm fritti semplicemente.
    Ma coi Contadini come la mi nonna non ci vive più nessuno!!!
    Per completezza di informazione le aggiungo che tutto ciò che le ho menzionato risulta ruvido ma pastoso al palato e pretende l’accompagnamento di una buona fetta di pane del giorno prima passata sulla gratella ed unta di un filo d’olio.
    complimenti per i suoi spleldidi quasi 60
    adda

  6. Ho imparato in Turchia – negli anni 70 (sob!) – ad utilizzare i bacelli dei piselli – lessati e passati – per delle ottime creme. Si serve uno squisito primo con crostini e restano da utilizzare tutti quanti i piselli. Buono anche il risotto … con un trito di maiale sgrassato in padella e aggiunto alla fine – con il reggiano – a mantecare.
    Per le fave, preferisco utilizzare il bacello – sempre lessato e passato – per mantecare una pasta corta, con ricotta e pecorino semistagionato e un ombra di peperoncino, poiché le fave me le mangio crude con pecorino semifresco, pane con poco sale e un vinello bianco secco e diaccio. Gnam, gnam!!!