Kathrin Sommer ha l’aria dolce e raffinata, di quelle persone piacevoli da conoscere, che entra in punta di piedi sulla scena dell’incontro.

Senza dubbio una presentazione, un’introduzione “fisica” la sua che molto dice dell’azienda che conduce con suo marito Leo, una realtà vitivinicola che ha tutte le caratteristiche dell’“handwekt” del fatto a mano letteralmente in tedesco, nella quale la linea guida è quella del non intervenire, del far sì che la natura faccio il suo corso, che la mano dell’uomo sia il più limitata possibile, sia in vigna sia in cantina.

Dal 1698 azienda storica di famiglia, posizionata a Donnerskirchen nel Burgenland in Austria, si trova a 6 km dall’Ungheria e non distante da Vienna. I vigneti della famiglia Sommer, per circa 30 ettari, sono collocati sulle alture che guardano il lago di Neusiedl mentre alle spalle un fitto bosco della foresta di Leithaberg che rispettivamente regalano alle uve mitigazione e escursione termica trovando così con un clima asciutto e fresco.

La prima bottiglia nasce nella seconda metà degli anni 50, con l’intenzione di rivolgersi inizialmente al solo mercato austriaco e alle grandi catene alberghiere mentre oggi la produzione si attesta su circa 120.000 bottiglie per lo più vini bianchi ma anche qualche rosso, per più di 30 etichette diverse, cosa tipica in Austria considerato che ogni piccolissima parcella ha la sua etichetta distintiva.

“Ci consideriamo artigiani del vino e in questo modo intendiamo produrlo, immaginando un legame unico tra le nostre mani, la nostra mente, la nostra anima e la nostra terra che vogliamo continuare a coltivare con la libertà che la natura ci richiede, cercando di mantenere l’ambiente che circonda i nostri vigneti il più inalterato possibile” racconta orgogliosamente Kathrin “l’intenzione di crescere è sicuramente più verso la qualità che verso l’estensione della proprietà, lavorando eventualmente al miglioramento delle nostre vigne”. Così nel 2009 è stato reimpiantato un antico vigneto chiamato “Himmelreich” che ora produce uno dei più prestigiosi cru di Gruner Veltliner.

GLI ASSAGGI:

Schiefer Leithaberg Dac Gruner Veltliner 2022

Invitante nel suo calice giallo paglierino esprime luminosità immediata, racconta al naso di fiori freschi, pompelmo, lime e frutti tropicali con un accenno finale di pepe bianco. Il palato incontra la sua morbidezza che velocemente vira verso un’ intrigante nota minerale per un finale piacevolmente sapido e lungo.

Alte Reben Leithaberg Dac Gruner Veltliner 2021

Brillante dorato, attacco dolce al naso di vaniglia ed acacia, sbuffo vegetale e una chiusura agrumata.

Sorso pieno al contempo scattante con una decisa sapidità finale che ben esprime la caratteristica di questo vitigno.

Halser Leithaberg Dac Gruner Veltliner 2020

 Brillante dorato, sentori erbacei, mela e speziatura dolce, proviene anche questo da un singolo vigneto di nome appunto Halser.

 Esprime il suo carattere minerale al palato, entra elegante e fine esplodendo poi in una chiusura sapida davvero ammiccante, estremamente complesso e armonico, sicuramente l’assaggio più affascinante.

Handwerk Welschriesling 2020

Un giallo paglierino che già guarda a sfumature dorate introduce ad un naso complesso e intenso di fiori bianchi, mela, pera, pesca e albicocca, poi melone e nota citrina con una chiusura leggermente speziata, mentre la nota minerale di idrocarburo pervade piacevolmente dall’inizio alla fine caratterizzandone l’assaggio. Fine ed elegante al sorso termina persistente e armonico.

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento