Siamo nel quartiere Prati di Roma, non per forzati della movida e sembra proprio il luogo adatto per un ristorante nel quale non si entra per caso ma per scelta. L’ambiente è molto accogliente, piacevole l’idea del divanetto e tavolino di attesa posto in mezzo ai tavoli. La carta è un viaggio continuo, con nomi di fantasia applicati a varie preparazioni, accanto ai capisaldi della cucina romana come matriciana e carbonara applicate ai rigatoni. L’offerta iniziale è di una crema di zucca con crostini, molto gradevole.Antipasto variegato, da gustare con calma che al primo assaggio può lasciare perplessi:uovo e porcini disidratati,calamari su pancotto con bottarga conditi con olio extravergine di Ama. I sapori si fondono con calma, interessante il risultato finale. La matriciana(come è scritto sul menu) accompagna i rigatoni cotti al dentissimo(sappiatelo, chi non ama la pasta che scrocchia non la ordini):ottima. La tagliatella con asparagi, , ricci di mare, ricotta e sambuca è valida ma forse meno appagante. Avvicinarsi al secondo impone un minimo di attenzione: Tormento Aromatico in 4 passaggi che inizia con un maritozzo con panna, acciughe e polvere di caffè, piuttosto destabilizzante. Bene l’intensità della lavanda inserita nelle quaglie con cicerchie in purea, meno accattivante il panino con porchetta, gustosa la coda di bue con fave di cacao Sambirano. Il finale è affidato ad una straordinaria crema di cioccolato bianco con capperi di Salina, olio  e zenzero. carta dei vini con prodotti non banali, molto divertente. Servizio attento e cordiale, Tre portate a 55 euro escluso vini, più il 10% di servizio.

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