Lo so, ho mangiato di tutto nella mia vita, dai serpenti ai palati del manzo, ma sulla lampreda preparata alla maniera bordolese ho avuto qualche momento di mancamento. Premessa. non l’ho mangiata in un ristorante ma da un produttore di vino, questo dovrebbe essere però un elemento a favore sulla tipicità della ricetta: è un pesce di fiume che certo non si presenta in maniera stupenda, ma questo non accade nemmeno con lo scorfano quindi non lo teniamo in considerazione. La cottura avviene secondo tradizione con salsa bordolese, ovvero vino rosso della zona e midollo di bue: una descrizione simile mi fa venire in mente una salsa bella lucida sul fondo del piatto e poi sopra, adagiati in maniera regolare, i filetti del pesce cotti separatamente. E invece..e invece, il padrone di casa mi illustrò gentilmente il piatto chiedendo se volevo assaggiarlo. Risposi si molto interessato ma poi arrivò lei..cotta intera con la pelle, e quindi già nel vederla tentennai; di un colore grigiastro come capita con il vino quando si cuoce a lungo con determinati ingredienti. Odore nauseabondo, causa il mescolamento dei grassi della stessa con spezie imprecisate. Fu dura, fu molto dura..da allora quando sento dire “Lampr..” spero solo che sia lampredotto!

credits: www.france-voyage.com

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8 Commenti

  1. Significa semplicemente che non hai mangiato la lampreda come è cucinata tradizionalmente a Bordeaux perché non è assolutamente la ricetta bordolese. D’altronde non esiste una sola salsa bordolese, quella per la lampreda è fatta con vino rosso, sangue di lampreda, cioccolato, baragane (che sono porri selvaggi che crescono nei vigneti), prosciutto, scalogni, aglio, bouquet garni, zucchero, chiodi di garofano, cognac…e poi la lampreda non viene mai servita intera !

    Alex

  2. Beh da un lato stavo per compiacermi dall’altro continuo a pensare..gulp!Allora sul servirla intera ti porto a testimoninanza altri colleghi che l’hanno mangiata anche al ristorante e la presentazione era sempre la stessa. Mi piace notare come assomigli molto al dolceforte toscano, usato per cinghiale e lepre e mi riprometto di assaggiarla di nuovo..assaggiarla ho detto:-)

  3. Ciao Leonardo, come sicuramente sai la lampreda abbondava e veniva pescata anche nel nostro caro Arno ed era un piatto per “signori”, a Firenze la si preparava facensola bollire in un po’ di tutto, visto che la carne di lampreda ha un sapore molto diverso dagli altri pesci, quasi di carne, nel popolo si diffuse la “moda” di cuocere le terze trippe di manzo nello stesso modo, per sentirsi un po’ signori, nacque così il lampredotto, e sopratutto nacque il suo nome!!!