Non è facile fare il ristoratore: in tanti ci pensano, per alcuni è la passione sopita di una vita, senza averci mai provato davvero però, ma il ritmo di lavoro, gli orari, il rapporto con i clienti mette a dura prova lo stato psicofisico di ognuno di loro. C’è chi costruisce attorno al locale la famiglia, e quindi il ristorante diventa la prima casa, dove si mangia, si guarda la tv, ci si riunisce, i figli fanno i compiti. Un maitre mi diceva una volta che i suoi amici erano i parrucchieri, liberi come lui di lunedì: certo è che chi sceglie di entrare nella ristorazione, una vita fuori dagli schemi la deve mettere in conto. E la notte diventa il momento liberatorio, dove cadono finalmente i freni inibitori e il rilassamento riesce a prendere forma. Chiuso il locale, arriva la fame: calata la tensione emotiva, si apre lo stomaco ma non c’è voglia di mettersi a cucinare quindi la ricerca della pizzeria aperta anche di notte: in ogni città è il rifugio di molti patron e dipendenti di locali che si trovano, magari alle due di notte, a discutere e parlare come fosse giorno. Non tutti riescono però a stare fuori casa fino al mattino, vagabondando qua e là, c’è sempre da riaprire la cucina il giorno dopo: quasi tutti tornano a casa e, causa adrenalina, difficile che uno si metta a dormire subito. Televisione accesa, uno sguardo alle notizie e ai programmi demenziali che possono girare durante la notte, ma è in cucina che si scoprono le peggiori nefandezze: nel surgelatore si trovano cibi che nemmeno uno si immagina, dai primi già pronti, ai fritti da scaldare in forno (sic!) passando poi a wurstel, salsicce e affini Lo spaghetto notturno è solo una chimera, più facile, per chi vuole stare leggero, ripiegare su pane e prosciutto cotto, semplice, lineare, senza sapore, oppure lo stesso sandwich può essere annegato nella maionese con aggiunta di senape. Così, seduti davanti alla televisione, sorseggiando una birra ghiacciata, il sonno li coglie docili, sognando tutt’altri lidi…Credits iltesoro.org

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5 Commenti

  1. pane e prosciutto cotto è insapore solo per voi che avete pane insapore.
    intanto non avete la cultura del panino ma di pane e qualcosa e schiacciata farcita che non è buona da nessuna parte.
    il vostro pane va condito.
    noi nel resto d’italia mangiamo pane a morsi buono così com’è senza doverlo condire.
    e non è possibile che non esista il panino da queste parti.
    vi manca tutta una parte di sapori.

  2. sono un ristoratore e mi ritrovo d’accordo ora si ora no…di sicuro conosco i migliori angoli notturni della citta’ …. poi se mia moglie cucina….fa avanzare qualcosa ed allora torno a casa …….per un dave lettetman show
    ……

  3. Cara controcorrente, ma se ti facciamo così schifo cosa aspetti ad andartene? Possiamo sopravvivere anche senza di te, fattene una ragione

  4. Caro lorenzo, e’ l’unica cose che sapete dire voi toscani. L’accoglienza e’ una delle vostre qualita’ migliori. Dopo il lodarvi da soli ovviamente.