La location è sempre quella, quasi di fronte al Teatro Comunale, e serve ottimamente ai melomani che si vogliono ristorare nel dopo cena: una volta si chiamava “I’Bambino”, poi alla scomparsa del calciante proprietario prese il nome di “Nana muta”, ed ora la nuova gestione con il nome della tavola che troneggia all’ingresso sulla destra. Grande sala disposta su due livelli,  cambiamenti di aredamento notevoli non ci sono stati rispetto ad un recente passato, se siamo in pochi ci si perde un po’ ma l’ambiente risulta elegante. Il pesce diventa protagonista, cucinato in maniera saporita: il crudo iniziale è gradevole senza vette, con branzino, scampo e gambero, piacevole anche l’antipasto caldo con il polpo in insalata e l’inzimino di totani. Paccheri cozze e patate sono buoni, anche troppo saporiti, corretto il filetto di orata con verdure. Carta dei vini dai ricarichi più umani rispetto al passato, sui 45 euro. Da mettersi in moto..

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