Siamo in pieno centro fiorentino, piazza Signoria non è distante, il ponte alle Grazie neppure. La via è stretta, per arrivarci si passa da una piazzetta graziosa come S.Remigio, poco frequentata dai turisti. L’indirizzo è quasi storico, nel senso che nel passat ha avuto grandi successi: oggi l’immagine è di un locale stanco, ripiegato su se stesso, che accoglie vecchi clienti abituali e turisti. Manca tutto della trattoria del passato: nessuna tovaglia, solo quelle di carta con i tovaglioli, a fronte di un coperto di 2 euro. Il menu è illeggibile: i piatti sono cancellati con cura a penna, tanto per far capire cosa è disponibile o meno. Si ritrovano specialità da scuola alberghiera: le trance di pesce alla grenoblaise( le facevo nel 1977 quando ero alunno del primo anno, un piatto che prevede capperi e limone, abbastanza sgradevole), la sfilata della scaloppine, un numero imponente di primi…sarebbe poco male se tutto fosse cucinato con cura. I crostini misti hanno il pane bruciato dalla tostatura, forse perchè messo su una piastra sporca, l’ insalata di mare calda è insapore. Gradevoli gli spaghetti alle vongole in bianco, fatti espressi, le seppie in inzimino sono gommose e poco saporite. Su questo piatto scatta la solitudine del critico: si alza un tavolo di francesi e ringrazia proprio per le seppie. Allora penso che hanno ragione i ristoratori, che proseguono a fare questo mestiere senza amore, perchè tanto qualche straniero che li apprezza li trova comunque. La carta dei vini è un altro capolavoro, prodotti senza annata, un bianco del trentino proposto a 10 euro ma era del 2006 ed ha avuto tempi migliori. Oltre a tutto, anche il 10% di servizio, che è stata la nota migliore della giornata. Tre portate escluso vini sui 30 euro escluso pesce, altrimenti si sale. Ma la tristezza regna sovrana
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2 Commenti
Peró visto il nome non si puó dire di non essere stati avvertiti……
Vabbè, te la sei cercata…