Sicuramente il tempo che stiamo vivendo ha fatto mettere da parte tutta una serie di valori, non ultimo quello dell’esperienza. Senza voler fare discorsi troppo filosofici, noto con divertimento che nel mio settore, quello enogastronomico, si affacciano personaggi che, dall’oggi al domani, si mettono a pontificare su ristoranti, personaggi, vini, cibi, come se fossero avvezzi alla materia da tempo, senza curarsi di fare attenzione anche alle sfumature delle critiche e mille piccoli aspetti legati ad una comunicazione la più veritiera possibile . Siamo, ovviamente, nella società che tende a far affermare chi urla e sgomita di più ed anche nel settore gastronomico si va affermando la dura legge del calcio: sono convinto però che anche lì, di talenti purissimi ne nasce uno su un milione, per il resto si deve sgobbare duro prima di ottenere risultati. Chiaro che internet ha facilitato il compito di tali pseudo critici, ma quello che più mi stupisce è chi dona loro una grancassa mediatica eccessiva. Resto convinto della vecchia idea della gavetta, e consiglio tali brillanti personaggi di farsi una sana esperienza in una guida, dove si inizia a viaggiare per la propria regione, facendo ristoranti magari meno conosciuti, ma imparando a scrivere recensioni e non sbrodolamenti, obbligati dal tempo e dal numero di caratteri. Sai quanti fenomeni inmeno avremmo oggi!

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19 Commenti

  1. Sarà che io leggo sempre gli stessi, ma mi sfuggono quali sono quelli che hanno ‘sta “grancassa mediatica eccessiva”… fammi gli esempi (anche in privato se preferisci)!

    Io comunque le volte che ho scritto le mie recensioni, che poi sono più il racconto della mia esperienza che non una recensione vera e propria, non riesco ad esimermi dagli sbrodolamenti… anche l’ultima volta, ho passato una serata così meravigliosamente perfetta che avrei voluto condire le mie parole con altri 100.000 aggettivi per esprimere tutto il mio gradimento. Ma appunto, la mia è più una testimonianza che una recensione…

  2. Anch’io sarei curiosa di sapere quali sono i blog che, a suo avviso, hanno una risonanza non commisurata alla credibilità ed esperienza di chi li pubblica.
    Ovviamente c’è sicuramente una differenza profonda tra il critico e l’amatore.
    Ampliando il discorso al fenomeno della rete (che non è più un fenomeno ma una realtà e… cara grazia che esiste!) confesso di trovare un valido aiuto nelle testimonianze di chi gira per ristoranti per puro piacere.
    Facendo riferimento a ciò che dice Fabien, anch’io ho provato ed assecondato l’impulso di raccontare le mie esperienze dopo essere stata in qualche ristorante che mi ha incantata piuttosto che delusa; e prima di concederemi una delle rare serate al ristorante ho anche consultato community dove gli utenti comuni raccontano le loro esperienze.
    Ma tutto va preso per quello che è: semplice condivisione di esperienze.

  3. Mi sa che mi sono spiegato male, visto il tenore dei due interventi. Allora, quanto dite è assolutamente condivisibile, racconto di esperienze e condivisione..è quando si passa da questo stadio alla saccenza, elemento che non dovrebbe appartenere a nessuno che deve giudicare, che trovo diventi l’aspetto negativo. In pratica se il racconto dell’esperienza si trasforma in un elemento di presuzione di infallibilità che la cosa disturba

  4. Uh, allora si!
    Chi si erge a custode della verità assoluta non meriterebbe attenzione. Ma spesso queste persone hanno un seguito perchè si costruiscono (o gli costruiscono) ad arte una “scenografia” che li fa apparire credibili a chi non filtra ciò che legge.

  5. Grande verità, Leo
    prima cosa un “critico” dovrebbe sapere di cucina e sopratutto di prodoti, l’altro giorno c’era uno (anche famoso..) alla Tv che diceva di avere in mano un pollo del Valdarno, ma aveva un molto più comune comet, ce ne saremo accorti in tre in tutta Italia, ma l’e’ grossa, comunque come tutte le cose in Italia siamo boni a fare tutto tutti, dal Ct della nazionale di un tempo al critico gastronomico di oggi,il passo e’ stato breve , ma che tristezza, ritengo spesso molto più preparati gli stranieri e questo e’ tutto dire…
    saluti
    ste

  6. In effetti io leggo più i blog di ricette che non quelli di recensioni (a volte si mischiano ma è raro) quindi magari non posso esprimere i tuoi stessi giudizi…
    È vero però che, più che nei blog, una certa supponenza di alcune persone la si riscontra soprattutto nei commenti ai blog di altri: ci sono persone che intervengono più e più volte, in spazi ovviamente non propri (forse per non rovinarsi la reputazione) per pontificare su questo e quello con molta superbia e tracotanza, quasi fossero loro i portatori del Verbo. Ecco magari sono questi i soggetti che mi mettono più a disagio…

  7. il che probabilmente è un effetto collaterale della modalità comunicativa di Internet e dei blog: protetti dal semi-anonimato forse capita più frequentemente di lasciarsi andare e di esser eccessivamente critici, più di quanto non ci si consentirebbe nella vita reale; e questo tanto nell’eno-gastronomia quanto in qualunque campo dello scibile umano

  8. @fabien
    Ti quoto a pieno titolo. Leggi tanti interventi,come dici al’interno di altri blog, e sembra che l’unico elemento discriminante sia il portafoglio e la capacità di andare a mangiare fuori in tanti ristoranti..
    @frank
    effettivamente..ma in questo caso non parlavo di semi anonimato..anzi dichiarazioni sfacciate

  9. Beh, intanto bisognerebbe che chi scrive un blog di recensioni enogastronomiche ci capisse qualcosa di cucina, altrimenti il buono e il cattivo diventano categorie dello spirito, o dettati dalla moda, o dal sorriso della cameriera.
    Io non mi azzarderei mai a fare una cosa del genere, non mi sentirei all’altezza di assumermi la responsabilità di consigliare o meno un posto ad un pubblico di sconosciuti.
    Oppure Leonardo potrebbe trovarmi una guida dove fare gavetta, ahahah! 😀

  10. a dire il vero sopporto male la saccenza anche nei primi arrivati… i blog di recensioni (cibo , vini, libri, film…) li scelgo non in base al nome dell’autore, ma leggedoli per un po’ e facendomi volta volta un’idea. quando smettono di piacerli li tolgo dal feed reader , tanto ce ne sono tanti altri ancora da scoprire…

  11. > ci sono persone che intervengono più e più volte, in spazi ovviamente non propri… per pontificare su questo e quello

    > sembra che l’unico elemento discriminante sia il portafoglio, e la capacità di andare a mangiare fuori in tanti ristoranti

    Pazienza… passerà:
    è un fuggevole momento pure questo, seppur di fastidiosa virulenza (v’è da ammettere). Il dato inedito della faccenda, tuttavia, è piuttosto preoccupante: gli autorevoli autori di certuni blog sono oltremodo a corto di argomenti (lo sono di frequente ma, con l’estate imminente, più di tanto non si sforzano), concedono quindi ampi spazi, per meglio dire empiscono barbose paginate grazie ai reiterati interventi di ‘sti “marziani a Roma“; piovuti in Rete da poco, competenza niuna tracotanza assai, il pubblico si stancherà presto anche di loro dato che, in quel che scrivono, non v’è una stilla ch’è una di durevole novità (mancanza di prospettiva).

    🙂
    Pazienza, quindi: passerà.

  12. ognuno e’ libero di scrivere cosa vuole col tono che vuole.

    ed anche voi, siete liberi di lamentarvi.

    ma questi lamenti hanno il sapore d’invidia.

    vi da fastidio? non cliccate sul sito. facile, no?

  13. Ma che succede? Prof, sarà mica infastidito da chi pensa e dice la sua? Questa elaborata verbosità per arrivare alla conclusione che se si ha un pensiero a lei contrario è tacciato come un novellino, saccente, villico, incompetente e che non capisce niente di gastronomia?
    Mi delude sempre di più prof , il blog democratico non fa per lei.
    Sappia che solo stando vicino a chi sa, si apprende.

  14. […] il territorio e si è sfinito contando le battute (nel senso di caratteri delle shcede, sto citando Leonardo Romanelli) mi rivolgerò a quell’ambito. Il panorama complessivo potrebbe essere alla fine più vario […]

  15. La Dal Bosco Srl commercializza prodotti enogastronomici di alta qualità.
    Proponiamo ai Nostri Clienti prodotti esclusi provenienti da piccole realtà artigianali, le quali ancora oggi sono in grado di produrre rispettando le regole ed i ritmi che la natura ha creato.
    Massimo rispetto nello sfruttamento delle risorse e dei disciplinari per la trasformazione.
    Tutti i prodotti proposti dalla Dal Bosco Srl sono disponibili sul Nostro sito http://www.dalboscosrl.it dove potrete trovare vini, cioccolati, pasta, tartufi, sughi, olio ed altre fantastiche prelibatezze.
    Offriamo un sevizio di spedizioni rapido capace di raggiungervi in ogni parte di Europa nelle 24 ore successive al pagamento.
    Consapevoli di dover offrire ai Nostri Clienti il meglio, siamo in continua ricerca di nuovi prodotti da inserire nel sito internet. Ogni mese potrete trovare delle novità che sicuramente saranno dal punto di vista enogastronomico davvero irresistibili.

    Buona navigazione.
    Dal Bosco Srl

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    Scusa ho errato

  17. Io ho un blog, ma non eccedo mai in saccenza e autoreferenzialità. Ognuno ha la propria opinione sul mondo del vino e del cibo. Detto questo sono d’accordo con te che molti blogger hanno raggiunto una notorietà non sostenuta da bravura e competenza.