Il bello di abitare in una città come Firenze è che, quando si ha voglia di staccare la spina, basta prendere la macchina, e in dieci minuti si arriva a Fiesole, piccolo gioiellino incastonato sulla collina(citazione che andrebbe messa in ogni depliant che si rispetti!!). Preso da tale frenesia, mi inerpico per la salita, veramente erta,  che porta al convento di San Francesco, dove non sarebbe possibile arrivare in auto, anche se , in realtà, non mancano i soliti portoghesi(no, Mourinho no, lo ammetto). Il ristorante che si trova in cima è “La Reggia degli Etruschi”, dai grandi trascorsi, che mi ricordo aver frequentato in tempi non sospetti. Oggi svolge la sua funzione di ristorante per turisti ed anche io mi sono posto in tale condizione.Terrazzino che domina la vallata, tavolino vicino alla ringhiera per godere il panorama e, di conseguenza, anche il sole che faceva capolino. Il menu che viene presentato, ovviamente tradotto, è veramente messo male: sgualcito, unto, ma perlomeno comprensibile. Scorrendolo si scopre che i pici sono una specialità umbra, che il formaggio per fare una salsa diventa Rochefort mentre non può mancare la pasta condita con l'”unto” di chianina (come se fosse una carne grassa!). Se ciò non bastasse, la chianina viene impiegata per la tartare e il carpaccio, ma non per la bistecca..tralasciato tutto ciò, basta abbandonarsi un attimo alla vita del turista e ci si accorge che mezz’ora di attesa non diventa poi così tremenda, che i pici all’aglione sono anche buoni, che la tartare non è indimenticabile, ma perlomeno mangiabile, che la birra Moretti è purtroppo solo tiepida. 3 portate con vino sui 50 euro, con ampi rischi di sindrome di Stendhal e passeggiata defatigante comprese.

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