Visto che i principali giornali fiorentini mettono in locandina e in prima pagina questa notizia, mi sembra giusto commentarla. A Firenze abbiamo un assessore, Graziano Cioni, detto lo”sceriffo”, prossimo candidato sindaco, che ha di fatto svolto le funzioni di sindaco negli ultimi 15 anni: è lui quello che inventato la famigerata zona blu, quello che ci mette la faccia nelle assemblee pubbliche, uno che ama organizzare cene da 4000 persone (sulla qualità avrei da discutere)per far capire la sua potenza, ma è anche quello che ha liberato la città dall’assillo dei lavavetri. Ora viene fuori che tutti i bar devono far entrare le persone ad utilizzare il bagno poiché l’amministrazione non ce la fa a costruire e gestire nuovi bagni pubblici. E’ la stessa amministrazione che poi fa le multe se un commerciante fa lavare le vetrine alle 10 invece che alle 10 e trenta. Capite la mentalità che vige in città, vero? Io non sono in grado di fare ma anche tu non devi fare troppo. Si inventano regolamenti comunali rigidissimi, contro anche i panni stesi perchè contrari al decoro cittadino(sic!) e poi abbiamo situazioni caotiche e paradossali in pieno centro, con strade trasformate in orinatoi. Il caso del bar è evidente: la zona, se pur centrale, è frequentata da tossicodipendenti e capite quindi perchè entrano nei bagni..

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13 Commenti

  1. Non conosco le problematiche della tua città, ma da noi se un esercente si rifiuta di farti usare il bagno, lo puoi tranquillamente denunciare a chi di competenza…e questo anche se non sei un cliente, ma un semplice passante che magari ha un’urgenza improvvisa….Poi quello che uno fa in bagno è privato, da noi un esercente non può dire non gli ho dato la chiave perchè mi sembrava che si andasse a drogare…ciao
    Martina

  2. il punto è proprio questo…se il locale è aperto al pubblico anche il bagno deve esserlo e questo per un principio di legge che cioni si è soltanto limitato a ribadire nel famoso regolamento (recapitatomi a casa in questi giorni).
    quanto ai terribili divieti, io (che peraltro non amo il personaggio-cioni) sono favorevolissima!!!
    visto che l’educazione della gente è così scarsa da non comprendere le basilari esigenze della buona creanza (che è sintomo di rispetto per il prossimo) va bene che il regolamento comunale sia rigido.
    magari vorrei che fosse attuato in maniera e che non rimanesse lettera morta…ma questa è un’altra storia…

  3. Le discussioni accesissime che ho con la mia compagna su questo punto, sono ormai parte del nostro menage :-).Io sono assolutamente convinto che il cittadino vada educato. nessuno nasce con il senso civico radicato. Quando ero piccolo, in casa facevamo un solo sacco del sudicio e lo lasciavamo fuori dalla porta. Oggi i sacchi sono 3, se non 4 e li metto nei cassonetti colorati.
    Quindi ben vengano i regolamenti ma venga chi li fa rispettare. Non ha senso vietare il parcheggio in una strada se in quella accanto poi ci sono le macchine sulle strisce e nessuno le porta via.
    Detto questo, se una manica di politicanti, quali considero i nostri amministratori, non è in grado di costruire e gestire 50 bagni pubblici nella città che forse è la seconda per numero di turisti in Italia, beh, allora è il caso che si rendano conto che non possono proprio essere loro a gestire la cosa pubblica.

  4. In un recente viaggio in Austria e Germania ho potuto apprezzare la pulizia dei bagni, pubblici e non, ed ho sperimentato un sistema adottato dagli autogrill.
    Dove al bagno si accede mettendo una moneta da 50 cent. nella macchinetta che tir ilascia uno scontrino.
    Presentando lo scontrino alla cassa i 50 cent. ti vengono scontati dalla consumazione. Mi sembra il modo più logico per risolvere il problema della accessibilità dei servizi igienici nei locali pubblici, tenendo anche conto dei costi che gli esercenti devono sostenere per garantire quella pulizia da tutti auspicata, e non sempre riscontrata.
    Sul quotidiano La nazione di oggi un gestore di bar della zona di S. Pierino spiega di aver adottato questo sistema, bene vorrei sperare che il suo esempio fosse seguito da tutti ma, non so perchè, mi aspetto che il coraggioso barista venga considerato un “approfittatore” e multato per aver infranto chissà quale antico codice.

  5. Caro Leo,
    talvolta si piscia di fuori.
    Ogni tanto capita a tutti!.
    Questo è l’incipit, il resto, mi duole dirlo per te, mi trova concorde con Serena, Martina e in parte con Stefano. In tempi non sospetti (anni ’80/’90?) scrissi sul mensile Stress un bell’Elogio al Vespasiano, l’ultimo, purtroppo, che dovrebbe essere rimasto a Firenze è vicino alla Buca dell’Orafo (se non è sparito anche quello, controlla se vai a colazione in quella trattoria).
    L’imposizione di’ Cioni ( che poi non è sua ma discussa in Consiglio Comunale e approvata) non è poi così peregrina. Te sei giovane, ma una volta se entravi in un bar avevi il diritto di chiedere un bicchiere d’acqua della cannella (a gratis) e di poter pisciare senza problemi nel bagno, nonostante allora ci fossero molti Vespasiani (ne ricordo più 30 in giro). Del resto la licenza di bar è pubblica e sottolineo pubblica; è l’amministrazione comunale che te la concede, non è che te l’ordina il dottore di fare i’ barrista! Quindi o stai alle regole o vai a fare un’altro lavoro, o no? A me sembra giusto, molto giusto, tu che te ne torni da poco dalla civilissima Francia, non credo abbia trovato problemi in quella plaga – nonchè remota provincia di Firenze – nell’usare usare i bagni nei locali pubblici senza dover essere obbligato a consumare o pagare mezzo franco, o no. Dimmelo. Se leggi i giornali, fra l’altro, avrai notato di recente che in quel paese si penalizza, facendo pagare a caro prezzo, chi fa il Picnic (che fra l’altro hanno inventato loro – pique nique = pasto in comune in cui ognuno porta qualcosa o paga la sua parte – poi diventano merenda all’aperto) con bicchieri e piatti di plastica non facilmente biodegradabile (lo trovo eccezionale, io leverei le buste di plastica, gli accendini bic, insomma tutto ciò che è usa e getta ma non sono i’ Cioni!). Il regolamento approvato dal Consiglio Comunale è severo, ma ti hanno già risposto Serena e Martina, se tutti i turisti che passano di qui buttassero ognuno una cicca (con il filtro ovviamente solo la carta e il tabacco sarebbe un’altra cosa) in terra, per te che non fumi va bene, ma sai il casino per toglierle (a parte l’estetica, intasano i tombini, si distruggono, in credo, 2 anni o giù di lì) e i costi l’ASNU (la Fiorentina Ambiente) la pagano solo i residenti, se levano le cicche non puliscono sotto casa tua ecc.. ecc.., scusa ora vo’ a mettere due patate su i’ foco c’ho gente a cena e poi gli do’anche i companatico.

    Non volermene, ma data la tua conoscenza e la grande abilità che possiedi sul disquisire sdi vino ti trovo sprecato a scrivere di liquami.

    Otto

  6. Carissimo Jean Michel,
    come tu ben sai da Gilli e da Revoir ci siamo sempre potuti andare a fare la pipì fin da tempi non sospetti, oggettivamente alcuni dei pochi bar rimasti – benchè magari il lusso sfrenato poteva essere un deterrente per i più – però mai sentito chiedermi nulla nonostante gli svariati cambi di gestione.
    Magari hai ragione concettualmente ma la licenza di bar di Gilli & Co. prevede l’obbligo del bagno ( e come tu sai dai tempi del Voltaire forse più d’uno di bagni, per i dipendenti, i disabili, le donne ecc..) ma un commerciante che vende abbigliamento non credo ne debba avere uno. Ad ogni buon conto sarebbe giusto, soprattutto per una città come la nostra piena di turisti spaesati, che chi ha un bagno lo possa mettere a disposizione, più ce ne sono e più si divide le pisciate!!
    Ora perchè sto in periferia, però se uno mi suona il campanello e in inglese mi chiede che vuole pisciare, visto che conosco la lingua gli dico vai al bar!!!!

    Secondo me come dice Roberto, non ci vedrei niente di male a chiedere un obolo per la pisciata senza consumazione, allora lo potrei invitare anche a casa mia!!! .
    O no?

    Scusa scappo perchè devo mettere sul fuoco due sgombri e li tiro con un po’ di vernaccia, ramerino aglio in pancia.

    ad majore

    tuo Otto

  7. Caro 8,

    La mia era una piccola provocazione…
    Anche a me pare un’ottima idea quella di chiedere qualche spicciolo per il w.c. Ma mi parrebbe ancora migliore l’idea che la nostra cara amministrazione pubblica la piantasse di stressare i commercianti con regolamenti ormai fuori data e si desse da fare per adempiere a doveri che tutto sommato sono suoi.
    I bar siano i bar e i pisciatoi pubblici i pisciatoi pubblici, o no? Anche perché, riconosciamolo, gestire un bar e insieme un pisciatoio pubblico non è il massimo dell’abbinamento igienico, soprattutto in un centro storico ormai affollato di turisti e faune variegate come quello di Firenze.
    Hai presente cosa significa per un gestore di bar vedere arrivare un gruppo di 30 turisti che vogliono andare in bagno e non consumano perché la guida li sta aspettando? Beh, è una situazione ormai corrente a Firenze, e non è bella, obiettivamente…
    Complimenti per la scelta degli sgombri, sono ottimi pesci troppo disprezzati, e, anche se il tema non ci si presta: buon appetito! :)))

  8. Obbiettivamente, e battute stemperanti il problema a parte, la situazione non è bella e per niente facile per nessuno.

    Saluti a tutti

    Otto

  9. Premetto che sto lasciando definitivamente l’Italia per l’Australia, e quindi il mio è il parere di chi ha abbandonato la lotta per rendere il Belpaese più civile.

    In altre nazioni non è affatto difficile trovare bagni pubblici, mi chiedo come mai a Firenze (ma è lo stesso nelle altre città italiane) sia quasi impossibile.

    A Melbourne i bagni pubblici sono tantissimi, di una pulizia esemplare e dotati di ogni accessorio (anche del necessario per cambiare e pulire i bambini piccoli).

    Ma del resto ci sono anche tantissimi barbecue pubblici, praticamente in tutti i parchi, puliti regolarmente dal personale comunale ed usati ogni giorno da migliaia di persone.

  10. Caro Gusto Toscano,
    spiace sapere che abbandoni la lotta per la giusta causa ( rendere più civile il Belpaese) e te ne vai nella godevole Melbourne (beato te!) magari tienici informati su come procede, bagni pubblici, cicche per terra lavavetri, ecc…
    Ho visto il tuo sito (ben fatto) e trasporta la tua esperienza in Australia, magari gli potresti insegnare qualcosa che a loro manca, in bocca al lupo.

    a presto Otto.

    PS. Mio caro Leo ci sei stato in Australia? Come si mangia? Come lo fanno il coniglio?

    aspetto nuove

    Otto

  11. @Otto: la cucina che si trova in Australia nelle grandi città è strabiliante, con un misto di influenze culturali (soprattutto asiatiche ed italiane) abbinate a materie prime di eccezionale qualità.

    La cucina media degli australiani di ceppo anglosassone è invece praticamente inesistente, e con i miei crostini di fegatini alla toscana mi sono facilmente guadagnato la fama di grande chef… 🙂

    Il coniglio però è praticamente tabù, come proporre ad un italiano di mangiare un topo. In compenso il canguro viene mangiato comunemente, ed in molti locali si trova anche il coccodrillo, anche se in questo caso si tratta più di un richiamo per i turisti che di una reale scelta gastronomica.

  12. Ciao GustoToscano,
    grazie per le informazioni (ovviamente per il coniglio era solo una piccola provocazione, anche in Australia come in USA topo, gatto ecc.. ecc..), ma aprirai mica un ristorante lì? Sarebbe bello. Questo mi fa pensare e suggerire che forse Leo potrebbe anche recensire o anche suggerire qualche ristorante all’estero, magari fra quelli italiani.
    Mi dai la ricetta se puoi dei crostini dei fegati alla toscana? Ci metti la milza?
    Facci sapere.

    Ps i’ canguro per ora non mi interessa.

    OttO