Può un piatto di pasta diventare un atto politico?
Senz’altro, soprattutto se quella pasta, condita con burro e parmigiano, viene servita in piazza da una famiglia che ha fatto della Resistenza una ragione di vita.
È il 25 luglio 1943, Benito Mussolini viene arrestato e dopo oltre vent’anni termina il governo del Partito Fascista e si insedia il nuovo esecutivo guidato da Pietro Badoglio. Nonostante la guerra sia tutt’altro che conclusa, in un borgo emiliano succede l’incredibile: la famiglia Cervi ha preparato pastasciutta per tutto il paese. In un’Italia stremata dalla fame e dal conflitto, pentoloni fumanti e piatti di pasta rendono quella giornata una grande festa. Un atto semplice, ma rivoluzionario.

Solo pochi mesi dopo, il 28 dicembre 1943, i sette fratelli Cervi vengono fucilati dai fascisti. Eppure, quel gesto di condivisione non si è mai spento. I festeggiamenti di quel 25 luglio sono sopravvissuti alla repressione e al dolore, custoditi dalla famiglia Cervi e da chi ne ha raccolto l’eredità.
Ogni anno, in quella stessa piazza, la pastasciutta torna a essere un rito collettivo, un simbolo di libertà, memoria e resistenza che continua a unire le persone intorno a una tavola.
In questo articolo vi raccontiamo perché ancora oggi questo piatto vale più di mille discorsi, come si prepara e perché, almeno una volta l’anno, dovreste portarla in tavola anche voi.

Dopo oltre ottant’anni, la pastasciutta antifascista della famiglia Cervi continua ad essere una celebrazione più viva che mai. Centinaia di piazze in tutta Italia si riempiono di lunghe tavolate, pentoloni di pasta, musica e spettacoli dal vivo. In un’epoca in cui assistiamo al ritorno al potere di forze di estrema destra, questo pranzo collettivo porta un significato ancora più urgente. L’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) da decenni si occupa dell’organizzazione della pastasciutta antifascista in tantissime città per celebrare l’antifascismo e la pace, in buona compagnia davanti a un piatto di pasta che sa di libertà.
Che sia in piazza o a casa in compagnia di amici, è sempre il momento giusto per ricordare quel 25 luglio 1943, con pochi ingredienti e passaggi anche voi potrete preparare la vostra pastasciutta antifascista.
Ingredienti:
- 100 g di spaghetti
- 40 g di burro
- 40 g di parmigiano
Procedimento:
- Portate a ebollizione abbondante acqua leggermente salata in una pentola alta, così da non spezzare gli spaghetti.
- Cuoceteli per un paio di minuti in meno rispetto al tempo indicato, poi scolateli con una pinza e trasferiteli in una padella calda.
- Aggiungete uno o due mestoli di acqua di cottura e mescolate energicamente per creare una crema con l’amido.
- Fuori dal fuoco, unite burro e parmigiano continuando a mescolare.
- Regolate la consistenza aggiungendo altra acqua di cottura se necessario.

Una semplice ricetta per mantenere viva la memoria di chi ha dato la vita per la libertà. Una pastasciutta speciale, che porta avanti un’eredità profonda di giustizia, pace e antifascismo, come la famiglia Cervi ci ha insegnato.
Buon 25 luglio. Buon appetito resistente.
Credits foto di copertina: Wikipedia








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